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Le azioni Tesla si attestano a 319 dollari con l'accelerazione del trasferimento dell'offerta dalla Cina

Le azioni Tesla si attestano a 319 dollari con l'accelerazione del trasferimento dell'offerta dalla Cina
La rivale cinese BYD ha superato Tesla nelle consegne globali di veicoli elettrici per il secondo trimestre

Al 31 luglio, il titolo Tesla è scambiato a 319,04 dollari, in calo dell'1,1% nelle ultime 24 ore. Il titolo ha mostrato volatilità nel corso della sessione, con un massimo intraday di 324,33 dollari e un minimo di 311,66 dollari.

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I punti salienti

- Il titolo Tesla si sta consolidando intorno ai 319 dollari dopo essersi assicurato importanti accordi di fornitura con LG Energy e Samsung per mitigare i rischi legati alla Cina.

- Gli indicatori tecnici mostrano una tendenza neutrale, con un supporto chiave a 300 dollari e una resistenza vicino a 340 dollari.

- La debolezza della domanda europea e la crescente concorrenza di BYD continuano a pesare sul sentimento a breve termine.

Negli ultimi tre mesi, Tesla (TSLA) ha recuperato in modo significativo dai minimi di fine aprile, guadagnando oltre il 34%, anche se è ancora circa il 22% al di sotto del picco annuale del 2025. L'andamento generale rimane contrastante, in quanto il titolo continua a formare un ampio modello di base tra indicatori tecnici mutevoli e oscillazioni guidate dai titoli. L'assetto tecnico di Tesla suggerisce che il titolo è in fase di transizione, non è né in ribasso né in uscita, ma è in attesa di una mossa in risposta a fattori fondamentali o macro. Questa indecisione tecnica rispecchia l'evoluzione dei fondamentali e il riallineamento strategico dell'azienda.

All'inizio del mese, Tesla ha brevemente sottovalutato le medie mobili a 50 e 200 giorni, ma è riuscita a riguadagnare il terreno perduto. Attualmente questi livelli si trovano rispettivamente vicino a 306 e 288 dollari e fungono da linee di supporto fondamentali. La media mobile a 50 giorni ha iniziato ad appiattirsi, mentre quella a 200 giorni rimane in una modesta tendenza al ribasso, indicando uno slancio limitato per un breakout sostenuto. L'indice di forza relativa (RSI) si aggira vicino a 54, segnalando uno slancio neutrale. L'Average True Range (ATR) è vicino a 4,17 e riflette la moderata volatilità giornaliera tipica di Tesla.

Dinamica del prezzo delle azioni Tesla (maggio 2025 - luglio 2025). Fonte: TradingView

Il prossimo livello di resistenza importante è intorno ai 330-340 dollari, una zona psicologicamente significativa e un'area di consolidamento precedente. Una rottura netta al di sopra di questa fascia con un aumento del volume potrebbe aprire le porte a un retest della resistenza più ampia vicino a 367,71 dollari, il punto di acquisto standard nell'attuale formazione di base. Al ribasso, il supporto si colloca vicino a 300 dollari, con un minimo secondario critico a 280 dollari se le condizioni macro si deteriorano o se il sentiment diventa risk-off.

Spostamento della catena di approvvigionamento e venti contrari alla domanda globale

Le azioni di Tesla sono influenzate non solo da dinamiche tecniche, ma anche da fattori economici più ampi e specifici dell'azienda. In particolare, Tesla sta riconfigurando la sua catena di approvvigionamento globale per ridurre la dipendenza dalla Cina in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. L'azienda ha recentemente concluso un accordo da 4,3 miliardi di dollari con LG Energy Solution per l'approvvigionamento di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) da un nuovo stabilimento nel Michigan. Questa mossa mira ad aggirare le tariffe sulle importazioni di batterie cinesi e a diversificare il portafoglio di approvvigionamento di Tesla. Inoltre, Tesla ha stipulato un contratto da 16,5 miliardi di dollari con Samsung per la fornitura di chip AI dal suo impianto in Texas, che supporterà lo sviluppo delle iniziative di guida autonoma completa (FSD) e di robotaxi di Tesla.

Nonostante queste mosse strategiche, l'amministratore delegato Elon Musk ha fornito indicazioni cautelative, prevedendo alcuni "trimestri difficili". I risultati del secondo trimestre di Tesla sono stati deludenti, con un calo del 12% del fatturato su base annua e del 23% dell'utile per azione, a causa dell'indebolimento delle consegne e della riduzione della domanda in Europa e negli Stati Uniti. Le vendite europee ad aprile sono diminuite di quasi il 50% su base annua, mentre la scadenza dei crediti d'imposta statunitensi per i veicoli elettrici sta iniziando a pesare sull'accessibilità economica nazionale.

Anche la concorrenza si sta intensificando. La rivale cinese BYD ha superato Tesla nelle consegne globali di veicoli elettrici nel secondo trimestre, consegnando oltre 1,14 milioni di unità rispetto alle 384.000 di Tesla. Il vantaggio di BYD in termini di struttura dei costi, scala di produzione e incentivi nazionali le conferisce una forte posizione, soprattutto nei mercati sensibili ai prezzi. Inoltre, il concetto di robotaxi di Tesla, a lungo propagandato, è ancora in fase di sviluppo, senza una chiara tempistica di implementazione, lasciando un divario tra le aspettative degli investitori e la realtà dell'esecuzione.

Probabile consolidamento, il breakout dipende dai catalizzatori

In prospettiva, è probabile che il titolo Tesla rimanga volatile, con una fascia di negoziazione a breve termine compresa tra 300 e 330 dollari. Se Tesla riuscirà a ottenere risultati con il suo software FSD, se vedrà migliorare la domanda negli Stati Uniti grazie a nuovi modelli o incentivi e se eviterà grossi intoppi di produzione, è plausibile un nuovo test di $340-360 entro i prossimi uno o due mesi.

D'altro canto, se le vendite in Europa continueranno a essere in ritardo, i crediti d'imposta scadranno senza essere sostituiti e i venti contrari macroeconomici persisteranno, il titolo potrebbe rivedere i 280 dollari o addirittura scendere verso i 250 dollari sotto una pressione sostenuta.

I risultati del secondo trimestre di Tesla hanno soddisfatto le aspettative, ma le indicazioni per il futuro segnalano cautela, con Elon Musk che avverte di "avere davanti diversi trimestri difficili". I venti contrari strutturali, come la riduzione dei crediti d'imposta per i veicoli elettrici negli Stati Uniti, il venir meno degli incentivi sulle emissioni e le nuove tariffe sui componenti cinesi, minacciano la domanda e i margini nei mercati chiave.

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