L’Iran colpisce navi nello Stretto di Hormuz

L’Iran colpisce navi nello Stretto di Hormuz
L’Iran afferma di aver attaccato navi statunitensi e petroliere

​L’Iran ha dichiarato che mercoledì le sue forze hanno attaccato due navi statunitensi e otto petroliere nello Stretto di Hormuz, intensificando un nuovo ciclo di attacchi contro asset militari ed energetici americani. Lo scontro ha riportato ancora una volta il trasporto marittimo al centro del conflitto, ormai al suo sesto mese, con entrambe le parti che prendono di mira le navi nel tentativo di ottenere una leva economica.

Punti chiave

  • L’Iran afferma di aver attaccato due navi statunitensi e otto petroliere.
  • Gli Stati Uniti hanno distrutto martedì cinque petroliere iraniane di greggio.
  • I rischi militari e per il trasporto marittimo stanno aumentando in tutto il Golfo.

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Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana ha dichiarato che le 10 navi erano entrate in un’area da esso designata come vietata e non sicura, ha riferito CNBC. L’azione iraniana è seguita agli attacchi statunitensi di martedì, che hanno distrutto cinque petroliere iraniane di greggio dopo due attacchi falliti con missili balistici contro una nave da guerra americana.

Gli attacchi alle petroliere ampliano il confronto

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che quattro petroliere iraniane sono state colpite nel Golfo di Oman e una quinta vicino all’isola di Kharg, il principale hub iraniano per l’esportazione di greggio. Gli equipaggi hanno ricevuto l’ordine di abbandonare le navi prima che venissero messe fuori uso. Gli Stati Uniti hanno affermato che le petroliere prese di mira erano collegate a una rete che finanzia le Guardie della Rivoluzione e i suoi alleati regionali.

Washington aveva già distrutto tre petroliere iraniane di greggio sabato, dopo un altro tentativo di attacco contro navi militari statunitensi. L’ultimo scambio dimostra quanto rapidamente un periodo di relativa calma abbia lasciato il posto a una rinnovata attività militare in tutto il Golfo.

L’Iran ha inoltre lanciato missili balistici verso una base utilizzata dalle forze statunitensi nei pressi di Al Azraq, in Giordania. La Giordania ha dichiarato che le sue difese aeree hanno intercettato 18 dei 20 missili, mentre due sono caduti in aree disabitate. Non sono state segnalate vittime.

Le infrastrutture energetiche regionali sono sotto pressione

Il confronto non è più limitato agli asset statunitensi e iraniani. L’Iran ha minacciato petroliere nei pressi dei porti kuwaitiani e bahreiniani, mentre una nave cisterna per il gas naturale liquefatto è stata segnalata come danneggiata a Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti, sebbene la responsabilità sia rimasta incerta.

Anche gli Houthi dello Yemen, allineati con l’Iran, hanno ampliato il conflitto. I loro attacchi di martedì hanno colpito città e impianti energetici sauditi ad Abha, Najran e Jazan, causando 73 feriti e incendiando alcune strutture.

La pressione combinata sul trasporto marittimo e sulle infrastrutture energetiche ha intensificato i timori per le forniture che transitano attraverso uno dei corridoi marittimi energetici più importanti al mondo. Il traffico commerciale è già stato interrotto dai ripetuti attacchi e dalle restrizioni attorno allo Stretto.

I mercati petroliferi restano esposti a un’escalation nel Golfo

La crescente attenzione sulle petroliere rende il conflitto particolarmente importante per i mercati energetici. Washington sta cercando di mantenere il trasporto marittimo internazionale limitando al contempo le esportazioni di greggio iraniano, mentre Teheran sta usando la pressione marittima per aumentare il costo economico delle operazioni statunitensi in corso.

Il petrolio resta vicino ai recenti massimi di diverse settimane, nonostante un lieve calo nell’ultima sessione. Il greggio Brent veniva scambiato a 98,86 $ al barile, in calo dello 0,52%, mentre il WTI statunitense si attestava a 93,80 $, in calo dello 0,49%. Il limitato arretramento mantiene entrambi i benchmark su livelli elevati, mentre i trader valutano se gli attacchi alle petroliere, alle infrastrutture energetiche saudite e al trasporto marittimo nel Golfo causeranno interruzioni dell’offerta più durature.

Come abbiamo riferito in precedenza, l’UE sostiene le sanzioni statunitensi contro l’Iran mentre persistono le tensioni a Hormuz.

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