Emilia-Romagna chiede nuovi fondi per la peste suina africana

Emilia-Romagna chiede nuovi fondi per la peste suina africana
Nuovi fondi per i suini

La filiera suinicola dell'Emilia-Romagna sollecita un nuovo intervento nazionale sui danni indiretti causati dalle restrizioni legate alla peste suina africana. La Regione afferma che le coperture pubbliche si fermano ai danni maturati fino a novembre 2024 e chiede misure straordinarie per il periodo successivo.

Punti chiave

  • L'assessore Alessio Mammi ha chiesto al Governo nuove risorse straordinarie contro la peste suina africana per coprire i danni indiretti post novembre 2024.
  • Finora sono stati erogati due stanziamenti da 25 milioni di euro ciascuno, totali 50 milioni, validi fino al 31 ottobre 2024.
  • La Regione Emilia-Romagna segnala criticità dal mancato rinnovo dei ristori per la filiera suinicola, essenziali dopo agosto 2025 per sostenere il comparto.

Richiesta di risorse e coperture mancanti

Come riportato da Borsa Italiana Radiocor, l'assessore all'Agricoltura dell'Emilia-Romagna, Alessio Mammi, ha inviato una lettera al ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, alla Commissione Politiche agricole nazionale e al commissario straordinario alla peste suina africana per chiedere l'adozione immediata di misure straordinarie e nuove risorse.

La richiesta riguarda la copertura dei danni indiretti subiti dalle imprese della filiera suinicola dopo novembre 2024, in conseguenza delle misure sanitarie di contenimento ed eradicazione della malattia. Secondo quanto afferma la Regione, dal mese di agosto 2025 non risultano più stanziamenti disponibili per questo tipo di sostegno.

Finora l'intervento statale si è articolato in due stanziamenti da 25 milioni di euro ciascuno, per un totale di 50 milioni. Il primo ha coperto i danni fino al 30 novembre 2023, mentre il secondo si è fermato a quelli fino al 31 ottobre 2024.

Pressione sulla filiera suinicola regionale

Mammi sostiene che la peste suina africana resta un'emergenza nazionale e che richiede risposte continuative da parte del Governo. La posizione della Regione punta quindi a ottenere un'estensione degli aiuti per evitare che i costi indiretti delle restrizioni ricadano interamente sulle imprese del comparto.

La richiesta segnala una criticità per un settore agricolo e agroalimentare rilevante per l'Emilia-Romagna, dove la continuità dei ristori viene considerata essenziale per gestire l'impatto economico delle misure di controllo sanitario.

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