Stellantis, produzione Italia del primo semestre in aumento, Fim-Cisl vede il 2026 sopra il 2025

Stellantis, produzione Italia del primo semestre in aumento, Fim-Cisl vede il 2026 sopra il 2025
Stellantis produzione Italia su

Il confronto sulla capacità produttiva dell'auto in Italia resta al centro del dibattito industriale, mentre il settore cerca segnali di consolidamento dopo anni di volumi compressi. Nel primo semestre la produzione italiana di Stellantis cresce a 252.223 veicoli, ma il sindacato indica che l'obiettivo di 100.000 vetture per Mirafiori resta difficile da raggiungere.

In evidenza

  • Stellantis ha aumentato la produzione in Italia del 13,7% a 252.223 veicoli nel primo semestre 2024, con il comparto auto in crescita del 27,7%.
  • La Fim-Cisl prevede che la produzione Stellantis 2026 supererà il 2025 ma resterà distante dal target di 1 milione di veicoli.
  • A Mirafiori la produzione semestrale cresce del 135,4%, ma il sindacato giudica difficile raggiungere le 100.000 vetture e segnala criticità a Cassino.

Andamento produttivo e indicazioni sul 2026

Come riferito da Radiocor, la Fim-Cisl segnala che nel primo semestre la produzione di Stellantis in Italia sale del 13,7% a 252.223 veicoli, mentre il comparto auto registra un aumento del 27,7%. Il sindacato afferma inoltre che la produzione del 2026 è vista oltre i livelli del 2025, pur restando lontana dal traguardo di 1 milione di veicoli complessivi.

Nel dettaglio, la stessa Fim-Cisl indica che a Mirafiori la produzione del primo semestre cresce del 135,4%. Nonostante questo recupero, il sindacato giudica difficile il raggiungimento del target di 100.000 vetture.

La valutazione resta più cauta su altri siti produttivi. La Fim-Cisl considera positivi gli impegni assunti sull'Italia, ma definisce grave la situazione di Cassino, segnalando che il miglioramento non appare ancora uniforme nell'intera rete industriale del gruppo.

Impatto sul settore auto italiano

L'aggiornamento arriva in una fase in cui la filiera automotive italiana chiede interventi più ampi di politica industriale. In un altro passaggio riportato nel flusso di agenzia, la Fim-Cisl sostiene che serve un piano Ue per rafforzare il settore e che anche il Governo deve fare la sua parte.

L'aumento dei volumi nel primo semestre offre quindi un segnale favorevole per l'industria nazionale, ma non modifica il quadro di fondo indicato dal sindacato. La distanza dai livelli produttivi considerati necessari per rilanciare stabilmente il comparto resta ampia, con implicazioni per occupazione, fornitori e investimenti nei poli italiani.

Nel nostro precedente articolo sul Corporate Credit Rating di S.I.G.I.T abbiamo spiegato che la società, attiva nella componentistica per l’automotive, ha ottenuto un giudizio B1- al debutto con un profilo economico-finanziario ritenuto adeguato. Abbiamo anche ricordato il percorso di rilancio industriale e finanziario, incluso il progetto “Welcome Back to Italy” e la riorganizzazione del gruppo, mirati a migliorare efficienza e posizionamento competitivo nel mercato.

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