Fedespedi segnala pressioni su export Italia-U.S., calano oli e grassi e automotive

Fedespedi segnala pressioni su export Italia-U.S., calano oli e grassi e automotive
Pressioni su export Italia-USA

Le tensioni in Medio Oriente e i dazi dell'amministrazione Trump stanno aggravando il quadro per la logistica e per l'export italiano verso gli U.S.. Nel primo trimestre del 2026, i settori piu colpiti sul mercato americano sono alimentare e automotive, mentre i costi logistici assorbono quasi un decimo dei ricavi aziendali.

In evidenza

  • Fedespedi segnala un crollo dell'83% dei transiti nello Stretto di Hormuz e cali nell'export verso gli U.S., oli e grassi -33%, automotive -21,8%.
  • I costi logistici pesano mediamente per il 9,9% sui ricavi aziendali italiani e superano l'11% nelle Pmi, aggravando la pressione sui margini.
  • Nel primo trimestre 2026 i porti italiani registrano una flessione del 4,6% dei Teu movimentati, a fronte di un traffico mondiale in crescita del 4,4%.

Quadro logistico e dati dell'osservatorio

Secondo Borsa Italiana, come rileva l'Economic Outlook di Fedespedi, giunto alla 27esima edizione, il peggioramento dello scenario internazionale si riflette sia sulle rotte marittime sia sulle vendite italiane verso gli U.S.. Il rapporto indica un crollo dell'83% dei transiti nello Stretto di Hormuz, mentre i dazi iniziano a incidere soprattutto su oli e grassi, in calo del 33%, e sull'automotive, in flessione del 21,8%.

Sulle imprese pesano in particolare i costi della logistica, che incidono in media per il 9,9% sui ricavi aziendali e superano l'11% per le Pmi. Il quadro conferma una pressione crescente sui margini in una fase di instabilita delle catene di approvvigionamento internazionali.

Scambi globali in crescita, porti italiani in calo

Nel primo trimestre del 2026 il traffico mondiale di container, misurato in Teu, registra una crescita stimata del 4,4%, sostenuta in particolare dai volumi del Far East. Tra le aree piu dinamiche figurano anche l'Africa Sub-sahariana, con un aumento del 14,8%, e l'America Latina, con un progresso del 4,4%.

Di segno opposto risulta invece l'andamento dei porti italiani, che evidenziano una flessione del 4,6% dei Teu movimentati. Il divario tra la crescita dei flussi globali e la debolezza degli scali nazionali segnala un contesto piu difficile per il sistema logistico e manifatturiero italiano.

Nella nostra precedente analisi sugli investimenti del porto di Gioia Tauro, abbiamo ricostruito il piano da oltre 100 milioni di euro per l’elettrificazione delle banchine (cold ironing) e il rafforzamento della capacità energetica fino a 160 MW. L’articolo evidenziava anche il ruolo di Mct, con ulteriori interventi su gru e automazione, per consolidare la competitività del principale hub italiano di transhipment in un contesto di standard ambientali europei sempre più stringenti.

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