Italia pronta a interventi mirati sui carburanti se persiste il blocco di Hormuz

Italia pronta a interventi mirati sui carburanti se persiste il blocco di Hormuz
Italia pronta a intervenire

L'eventuale prolungamento delle tensioni nello stretto di Hormuz spinge il governo italiano a valutare misure specifiche per contenere possibili rincari dei carburanti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, collega questo scenario alla più ampia strategia nazionale per rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dall'estero.

Punti chiave

  • Italia pronta a intervenire con misure mirate sui prezzi dei carburanti se il blocco di Hormuz dovesse far aumentare i costi energetici.
  • La capacità produttiva delle rinnovabili in Italia è cresciuta di oltre il 40% negli ultimi anni, mentre il governo accelera anche sul nucleare civile di nuova generazione.
  • Il governo punta a far approvare dal Parlamento le misure sul nucleare entro la pausa estiva per adottare i decreti attuativi entro l'anno, rafforzando la sicurezza energetica nazionale.

Misure sui prezzi e quadro dell'emergenza

Come riferisce Borsa Italiana, Urso afferma a Milano, a margine degli Stati Generali della Space Economy, che il governo è pronto a intervenire con provvedimenti mirati se il perdurare del blocco di Hormuz comporta un aumento del prezzo del carburante alla fonte.

Il ministro precisa che l'esecutivo interverrebbe come ha fatto fin dall'inizio, con misure specifiche calibrate sull'andamento dei prezzi energetici. Le sue dichiarazioni arrivano mentre il blocco dello stretto viene indicato come uno dei fattori di rischio per l'approvvigionamento e per i costi dell'energia.

Sicurezza energetica e strategia industriale

Urso sostiene che la crisi conferma la necessità di politiche di lungo periodo per ridurre la dipendenza estera e aumentare la capacità di produrre energia elettrica con fonti controllate in Italia.

Nel suo intervento richiama l'accelerazione sulle rinnovabili, la cui capacità produttiva, afferma, è aumentata di oltre il 40% in questi anni, e ribadisce anche la linea del governo sul nucleare civile di nuova generazione. Il ministro auspica che il Parlamento condivida il provvedimento entro la pausa estiva, in modo da consentire l'adozione dei decreti attuativi entro quest'anno.

Secondo Urso, il contesto internazionale, segnato da conflitti, incertezza e instabilità intorno all'Europa, impone di rafforzare la sicurezza energetica del Paese e del continente. In questa prospettiva, il caso di Hormuz viene presentato come un ulteriore segnale della necessità di consolidare l'autonomia energetica nazionale.

Nel nostro precedente approfondimento sul nucleare sostenibile, abbiamo ricostruito la linea del governo che punta a integrare rinnovabili e nuova capacità continua per sostenere la crescita della domanda elettrica e la decarbonizzazione. Abbiamo inoltre riassunto l’iter della legge delega attesa entro la pausa estiva e i decreti attuativi entro fine anno, insieme alle tecnologie in discussione come Small Modular Reactor e Advanced Modular Reactor e alla prospettiva di riutilizzo dei materiali oggi considerati scorie nei reattori di quarta generazione.

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