Oreficeria italiana, domanda globale di gioielli in calo e aspettative 2026 ancora prudenti
Il settore orafo italiano continua a muoversi in un contesto di cautela, mentre le imprese segnalano pressioni sui costi e una domanda interna più debole. La filiera mantiene però una forte proiezione internazionale e un peso rilevante nell'occupazione europea del commercio di gioielleria.
Punti chiave
- Nel primo semestre la domanda globale di gioielli è diminuita del 21%, riflettendo una fase di debolezza ampia nel comparto.
- Il 45% delle imprese prevede un calo del fatturato nel 2026, mentre solo il 21% si attende una crescita, nonostante aspettative leggermente migliorate rispetto ad aprile.
- Il 62% delle aziende segnala l'aumento dei costi delle materie prime come principale criticità, seguito da tensioni geopolitiche (50%) e peggioramento della domanda interna (48%).
Indagine su domanda, costi e attese
Come riportato da Borsa Italiana, l'indagine di Federorafi e Intesa Sanpaolo evidenzia un clima ancora prudente tra le imprese del comparto. Il 45% delle aziende prevede un calo del fatturato nel 2026, mentre solo il 21% si attende una crescita; rispetto all'edizione di aprile emerge tuttavia un miglioramento delle aspettative.Tra le principali criticità indicate dalle imprese figurano il costo delle materie prime, segnalato dal 62% degli intervistati, le tensioni geopolitiche, indicate dal 50%, e il peggioramento della domanda interna, citato dal 48%. Il quadro si inserisce in una fase di debolezza più ampia, con la domanda globale di gioielli nel primo semestre in calo del 21% secondo il titolo e il sommario della rilevazione.
Peso della filiera e adattamento del mercato
Le imprese distrettuali confermano una maggiore vocazione internazionale e una più stretta integrazione nelle filiere globali. Questa esposizione ai mercati esteri le spinge a reagire puntando su nuovi partner commerciali, diversificazione dei mercati e rafforzamento delle attività di internazionalizzazione.La filiera orafa italiana integra attività produttive, commerciali e distributive e conta oltre 76 mila addetti e 24 mila unità locali lungo la catena del valore. Nel commercio al dettaglio assumono un ruolo centrale le grandi città, sostenute anche dai flussi turistici, con Roma, Milano e Napoli tra le province con il maggior numero di addetti nel dettaglio specializzato.
L'Italia si conferma inoltre il principale paese europeo per occupazione nel settore, concentrando circa un quinto degli addetti del commercio di gioielleria dell'intera Unione europea. Tra il 2019 e il 2023 il numero dei punti vendita specializzati si è ridotto, ma meno intensamente rispetto ad altri comparti del commercio specializzato, un segnale della capacità del settore di adattarsi ai cambiamenti nelle modalità di acquisto e nei comportamenti dei consumatori.
Nel nostro precedente approfondimento sul piano triennale del Distretto orafo campano da circa 60 milioni di euro abbiamo raccontato il rilancio della filiera regionale con interventi su formazione tecnica, innovazione e sicurezza. Il programma punta anche su internazionalizzazione, ingresso dei giovani nelle imprese e sostegno alle startup, con l’obiettivo di rafforzare competitività e ricambio generazionale nel comparto.
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