Poste Italiane, Equita alza il target price a 31 euro sull'ipotesi di controllo totale di TIM
Le nuove stime su Poste Italiane rafforzano le aspettative di crescita degli utili nel medio termine, soprattutto nello scenario di piena integrazione con TIM. La valutazione incorpora sinergie ritenute realistiche fino a 700 milioni di euro e proietta al 2029 un utile nell'area di 4,3 miliardi di euro, senza includere i benefici dei progetti annunciati più di recente.
Punti chiave
- Equita alza il target price di Poste Italiane a 31 euro e raccomanda Buy assumendo pieno controllo di TIM anziché il 50%.
- Le nuove stime standalone di Equita prevedono un incremento medio del 3% degli utili Poste Italiane per il 2027-28 e attribuiscono realismo alle sinergie da 700 milioni di euro.
- Il Nuovo Financial Hub, se pienamente operativo entro fine 2027, porterebbe un contributo netto incrementale di oltre 130 milioni di euro nella fase 2.
Revisione delle stime e nuova valutazione
Come riportato da Borsa Italiana, Equita rivede al rialzo le stime standalone di Poste Italiane, con un incremento medio del 3% sull'utile 2027-28, e aggiorna la valutazione del gruppo assumendo il raggiungimento del pieno controllo di TIM.La banca d'affari fissa così un target price di 31 euro con raccomandazione Buy, rispetto al precedente prezzo obiettivo di 27,4 euro che incorporava un'acquisizione al 50%. A quel livello, il titolo tratterebbe su un rapporto prezzo/utili 2029 inferiore a 12,5 volte.
Equita conferma inoltre il razionale strategico dell'operazione e il potenziale di creazione di valore derivante da una piena integrazione tra Poste e TIM. Il target di sinergie di 700 milioni di euro viene considerato realistico, con possibile ulteriore spazio di crescita oltre il 2029.
Il peso del Nuovo Financial Hub
L'analisi si concentra anche sul Nuovo Financial Hub, per il quale Equita simula i benefici potenziali in caso di piena implementazione del progetto entro la fine del 2027, subordinatamente ai necessari cambiamenti normativi e alle approvazioni regolamentari.Nella fase 1, che prevede il conferimento del business dei pagamenti in BancoPosta, il contributo aggiuntivo all'utile netto da margine di interesse viene stimato intorno a 25 milioni di euro. Nella fase 2, con il conferimento del business assicurativo in BancoPosta, tale contributo potrebbe superare 130 milioni di euro, pari a circa il 4% degli utili pro forma della combined entity.
La nostra precedente analisi sull’Opas di Poste Italiane su TIM ha evidenziato la revisione dei termini dell’offerta, con l’aumento della componente in contanti a 1,97 euro per azione e la rimozione della soglia minima di adesione del 66,67%. Avevamo inoltre sottolineato il razionale industriale dell’operazione, le sinergie attese oltre i 700 milioni e l’impatto positivo previsto sull’utile per azione a partire dal 2027, anche alla luce dell’adesione del management di TIM.
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