Intesa Sanpaolo, avversione al rischio degli italiani ai massimi nel 2026

Intesa Sanpaolo, avversione al rischio degli italiani ai massimi nel 2026
Italiani prudenti nel 2026

Nel 2026 i risparmiatori italiani mostrano una forte prudenza nelle scelte finanziarie, con una quota limitata di esposizione ad azioni e una preferenza crescente per strumenti liquidi. Il quadro emerge mentre la casa continua a rappresentare il principale asset della ricchezza familiare e le prospettive sul reddito dei prossimi dieci anni restano deboli.

Punti chiave

  • Nel 2026 la preferenza per la tutela del capitale tra i risparmiatori italiani scende al 48,8%, con una crescente domanda di liquidità al 18,7%.
  • Le obbligazioni sono detenute dal 23,5% degli intervistati (peso medio 26,6%), ma il 43% teme ancora perdite da vendita anticipata e il 40% l’inflazione.
  • Solo il 7,8% degli italiani ha investito in azioni negli ultimi cinque anni, mentre i fondi gestiti raggiungono il 25%-30%, ben sotto la media europea.

Ricchezza familiare e scelte di portafoglio

Come riportato da Borsa Italiana, citando Il Sole 24 Ore Radiocor, l'analisi diffusa da Intesa Sanpaolo indica che l'84% degli intervistati si dichiara finanziariamente indipendente, con un divario di genere tra uomini, all'86%, e donne, all'82%. Per età emergono invece maggiori difficoltà tra i più giovani, dato che risulta indipendente il 47% dei 18-24enni, contro l'88% della fascia 55-64 anni.

Il 52% del campione si ritiene soddisfatto del reddito corrente, ma le attese sul tenore di vita futuro appaiono più caute: solo il 34% si aspetta un reddito sufficiente nei prossimi dieci anni. La casa resta il fulcro della ricchezza familiare, con un peso pari a circa due terzi del patrimonio medio, stimato in 320mila euro, mentre il 79% degli intervistati vive in un'abitazione di proprietà.

Lo studio segnala inoltre che la preferenza per la liquidità aumenta con l'incertezza percepita. Se nel 2019 la tutela del capitale rappresentava una priorità per il 62,2% dei risparmiatori italiani, nel 2026 questa quota scende per la prima volta sotto la maggioranza assoluta, al 48,8%, mentre cresce l'orientamento verso gli strumenti liquidi, al 18,7%.

Tra chi investe, quasi il 72% detiene portafogli scarsamente o per nulla diversificati, in un contesto in cui l'alfabetizzazione finanziaria resta fragile. Il gestore bancario si conferma il consulente ritenuto più affidabile dal 47% del campione, mentre cresce il ruolo di consulenti indipendenti e private banker, al 16% da circa il 10% del 2024; resta rilevante anche il fai-da-te, scelto dal 24%.

Obbligazioni, azioni e ritardo su previdenza e assicurazioni

Nel 2026 il 23,5% degli intervistati possiede obbligazioni, con un peso medio nei portafogli del 26,6%. Il documento rileva però che la "cicatrice del 2022" non si è ancora rimarginata: il 43% teme tuttora perdite in caso di vendita anticipata e il 40% non si sente protetto dall'inflazione.

Le azioni evidenziano il divario più ampio tra conoscenza e partecipazione: il 45% degli intervistati dichiara di conoscerle, ma solo il 7,8% le ha detenute negli ultimi cinque anni. Nel 2026 tra il 25% e il 30% del campione possiede strumenti di risparmio gestito, una quota ormai simile a quella dei detentori di obbligazioni, ma l'Italia resta indietro rispetto a molti Paesi europei, dove i fondi assorbono tra il 40% e il 50% della ricchezza finanziaria.

Sul fronte previdenziale, la previdenza integrativa continua a diffondersi lentamente e coinvolge il 22% degli intervistati. Oltre due terzi degli aderenti conferiscono il Tfr, mentre il 68,7% non conosce i vantaggi fiscali della contribuzione volontaria.

Le polizze vita coprono il 26,7% del campione, quelle sanitarie il 16,9% e le long-term care il 13,9%. Secondo l'indagine, la domanda potenziale per i prodotti assicurativi esiste, ma queste soluzioni non sono ancora percepite come strumenti essenziali per la tutela del patrimonio e della stabilità familiare.

Nella nostra precedente analisi sulla presentazione dell’Indagine 2026 sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani di Intesa Sanpaolo, abbiamo inquadrato l’appuntamento di Milano all’interno dell’agenda economico-finanziaria della giornata. In quell’occasione avevamo evidenziato il focus dello studio su tecnologia, consapevolezza e disciplina, insieme agli altri eventi istituzionali e ai principali dati macro internazionali seguiti dagli investitori.

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