Satispay denuncia la discriminazione dell'Iban come freno al mercato unico dei pagamenti

Satispay denuncia la discriminazione dell'Iban come freno al mercato unico dei pagamenti
Iban ostacola mercato unico

Nel dibattito sui servizi finanziari europei, Satispay sostiene che la discriminazione dell'Iban ostacola la libera circolazione di persone e capitali nel mercato unico. Il tema, secondo l'azienda, incide direttamente sulla facilità di fare impresa e sull'operatività di cittadini e società nei pagamenti transfrontalieri.

Punti chiave

  • Satispay CEO Alberto Dalmasso denuncia alla Camera che la discriminazione dell'Iban viola tre delle quattro libertà fondamentali dei trattati comunitari.
  • Dalmasso sottolinea che un prefisso nazionale blocca indebitamente i bonifici, ostacolando trasversalmente l'intero settore europeo dei pagamenti.
  • La questione della discriminazione dell'Iban viene collegata alla necessità di integrare strumenti finanziari per rafforzare competitività e autonomia del mercato unico europeo.

Richiamo ai principi europei nei pagamenti

Come riferisce Borsa Italiana, Alberto Dalmasso, ceo di Satispay, afferma durante l'incontro alla Camera "Stop alla discriminazione dell'Iban: un diritto europeo da far rispettare" che l'Iban discrimination viola tre delle quattro libertà fondamentali dei trattati comunitari, compresa quella di muoversi e stabilirsi liberamente in Europa.

Dalmasso ricorda che la stessa Satispay nasce da un'intuizione legata a Sepa e collega molti servizi oggi considerati ordinari all'esistenza di un'area unica dei pagamenti. A suo avviso, non è accettabile che un prefisso nazionale arrivi a bloccare un semplice bonifico, perché la questione riguarda in modo trasversale l'intero settore dei pagamenti.

Impatto su imprese e autonomia europea

Nel suo intervento, il manager collega il tema anche alla necessità di rafforzare strumenti utili alla libera circolazione del denaro in un Paese che, a suo giudizio, ha bisogno di maggiore educazione al risparmio, alla previdenza e all'investimento. In questo quadro, imprese e cittadini devono poter contare su strumenti coerenti con il mercato unico europeo.

A margine dell'evento, Dalmasso aggiunge che l'Europa ha bisogno di maggiore indipendenza sul fronte dei pagamenti e di condizioni che rendano più semplice fare impresa non solo con clienti nazionali, ma con quelli di tutto il mercato unico. La presa di posizione inserisce così la questione dell'Iban discrimination in un tema più ampio di integrazione finanziaria e competitività europea.

Nel nostro approfondimento sul consolidamento bancario europeo abbiamo spiegato perché, per colmare il gap competitivo con i grandi gruppi statunitensi, molte banche dell’Ue guardano a fusioni transfrontaliere e a modelli più diversificati. Nell’analisi citavamo le ipotesi di aggregazione che coinvolgono UniCredit, Commerzbank e Santander e il ruolo della complementarità geografica nel creare campioni europei, sottolineando anche l’importanza degli equilibri di governance nei colloqui sul dossier Commerzbank.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.