Bending Spoons vede nel Nasdaq una leva per il capitale e punta a nuovi obiettivi
Nel percorso di crescita di Bending Spoons, la quotazione al Nasdaq si inserisce come passaggio funzionale all'espansione e non come traguardo finale. Il gruppo indica l'accesso ai capitali come elemento decisivo per il proprio futuro, mentre continua a collegare innovazione, acquisizioni e sviluppo dell'intelligenza artificiale alla propria strategia.
Punti chiave
- Luca Ferrari, CEO di Bending Spoons, afferma che la quotazione al Nasdaq è strategica per garantire l'accesso ai capitali e sostenere la crescita futura.
- L'azienda punta sull'innovazione e sulla M&A, dichiarando di gestire aziende tech meglio dei concorrenti grazie ai suoi talenti d'eccellenza.
- Ferrari sottolinea che l'intelligenza artificiale potrebbe accentuare il divario di competenze, ma non vede un rischio di disoccupazione diffusa nel mercato post-AI.
Strategia di quotazione e agenda di crescita
Come riportato da Borsa Italiana, l'amministratore delegato di Bending Spoons, Luca Ferrari, afferma a Milano che l'approdo al Nasdaq rappresenta una scelta strategica perché il futuro dell'azienda dipende dall'accesso ai capitali. Ferrari precisa che la società nasce anni fa con l'obiettivo di costruire "l'azienda migliore di sempre" e che la quotazione a Wall Street non costituisce il punto di arrivo.Le dichiarazioni arrivano nel corso di un incontro a Palazzo Clerici per i 25 anni di attività dello studio ZNR notai, nato nel 2001 dall'aggregazione degli studi Zabban, Notari e Rampolla & Associati. L'evento, dedicato al tema "innovazione, acquisizioni e quotazione", è moderato da Filippo Zabban e Mario Notari e vede anche la partecipazione di Ferruccio Resta, ex rettore del Politecnico di Milano, e di Andrea Pignataro, fondatore e amministratore delegato di Ion.
Innovazione, M&A e impatto dell'AI
Nel dibattito Ferrari richiama più volte l'innovazione come fattore fondamentale per l'attività di M&A, sostenendo che Bending Spoons riesce, grazie a talenti eccezionali, a gestire aziende tech meglio di altri operatori e meglio rispetto al passato. Il manager richiama anche il peso del quadro normativo affrontato negli anni, descritto come una "foresta di no", nella quale ciò che è consentito risulta comunque complesso da realizzare.Sull'intelligenza artificiale, Ferrari sostiene che la tecnologia rischia di avere un effetto "antidemocratico" perché attribuisce una sorta di superpoteri a chi possiede già maggiori capacità cognitive e competenze, ampliando il divario con chi ne è privo. Sul mercato del lavoro post-AI dice di avere rivisto una precedente posizione pessimistica e ritiene plausibile uno scenario senza disoccupazione dilagante, pur avvertendo che il gap di competenze continuerà a pesare.
Nel nostro precedente articolo sulle regole di corporate governance e sulle prossime modifiche Consob abbiamo evidenziato il confronto tra regolatore e società quotate per rendere il listino italiano più competitivo. Il focus era sull’equilibrio tra trasparenza e tutela degli investitori, da un lato, e la riduzione di oneri e complessità che possono frenare nuove quotazioni e aumentare i costi di compliance, dall’altro.
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