Il Malawi fa progressi nei negoziati sul programma di finanziamento dell'FMI
Il Malawi si avvicina a un programma di finanziamento sostenuto dall'FMI, mentre le discussioni a Lilongwe si concentrano sulla disciplina fiscale, sulla riduzione del debito e su una più ampia stabilizzazione economica. La proposta di Extended Credit Facility sosterrebbe il piano di ripresa del governo, affrontando al contempo le pressioni derivanti dagli shock climatici, dall'inflazione e dalla domanda più debole di tabacco.
Punti chiave
- Lo staff dell'FMI ha concluso i colloqui in Malawi il 6 ottobre, segnalando progressi sostanziali verso un programma di Extended Credit Facility a sostegno delle riforme macroeconomiche.
- Il pacchetto di politiche proposto dal Malawi punta al risanamento fiscale, a una politica monetaria più restrittiva e a miglioramenti della governance, in un contesto di venti contrari per l'economia e domanda debole di materie prime.
- L'FMI rileva un rallentamento dell'inflazione dovuto ai prezzi alimentari più bassi, ma avverte che i rischi meteorologici legati a El Niño e la debole domanda di tabacco minacciano la stabilizzazione e la sicurezza alimentare.
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Avanzano le discussioni sul pacchetto di politiche
Come riportato dal Fondo Monetario Internazionale, il suo staff ha concluso una visita in Malawi il 6 ottobre, dopo aver avviato il 22 settembre a Lilongwe colloqui su un possibile programma nell'ambito di un accordo di Extended Credit Facility.La missione, guidata dal capo missione per il Malawi Justin Tyson, afferma che le autorità stanno attuando riforme per rafforzare la disciplina fiscale, ridurre l'onere del debito pubblico e migliorare il funzionamento dei mercati. L'FMI afferma che tali misure forniscono una solida base per un programma sostenuto dal Fondo e che entrambe le parti hanno compiuto notevoli progressi nella definizione di un più ampio pacchetto di politiche macroeconomiche e riforme.
Il pacchetto proposto è volto a sostenere la stabilizzazione macroeconomica e una crescita inclusiva nell'ambito del Piano nazionale di ripresa economica del Malawi. Comprende politiche per mantenere il risanamento fiscale proteggendo al contempo la spesa sociale destinata alle famiglie vulnerabili, rafforzare e inasprire la politica monetaria, preservare la stabilità del settore finanziario, migliorare la governance ed eliminare le distorsioni di mercato per sostenere produttività e crescita.
Le pressioni economiche delineano le prospettive
Lo staff dell'FMI afferma che l'economia del Malawi opera in un contesto difficile, con la crescita colpita dagli shock climatici e dalla domanda più debole di tabacco, la principale esportazione del Paese. Evidenzia inoltre le pressioni sulle ragioni di scambio dall'inizio della guerra in Medio Oriente, avvertendo che i rischi per le prospettive restano orientati al ribasso.Nel breve termine, l'FMI afferma che condizioni meteorologiche avverse legate a El Niño potrebbero danneggiare la produzione agricola e aggravare l'insicurezza alimentare in tutta la regione. Allo stesso tempo, rileva che l'inflazione si è moderata negli ultimi mesi, favorita dal rallentamento dell'inflazione alimentare, sebbene l'inflazione non alimentare rimanga elevata.
Il Fondo afferma che le discussioni proseguiranno per finalizzare il pacchetto di politiche che potrebbe sostenere un programma assistito dall'ECF. Durante la missione, il team ha incontrato il ministro delle Finanze Joseph Mwanamvekha, il governatore della Reserve Bank of Malawi George Partridge, il segretario al Tesoro Cliff Chiunda, il vicegovernatore Henry Mathanga e altri alti funzionari, nonché partner di sviluppo.
Nel nostro precedente articolo su come le riforme globali dell'imposta minima sulle società stiano ridefinendo la concorrenza per gli investimenti diretti esteri, abbiamo rilevato che norme fiscali internazionali più severe stanno riducendo l'attrattiva dei regimi a bassa tassazione. L'analisi dell'FMI ha sottolineato che i Paesi si stanno concentrando sempre più su fattori non fiscali, quali infrastrutture, competenze, prevedibilità normativa e governance, mentre i mercati emergenti con lacune strutturali potrebbero dover accelerare le riforme per restare attraenti per i capitali di lungo termine.
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