La frammentazione post-trade in Europa aumenta i costi per l'unione dei risparmi e degli investimenti

La frammentazione post-trade in Europa aumenta i costi per l'unione dei risparmi e degli investimenti
La costosa frammentazione dell'Europa

L'impegno dell'Europa per approfondire i mercati dei capitali sta rinnovando l'attenzione sul modo in cui le operazioni azionarie vengono compensate, regolate e detenute dopo l'esecuzione. Sebbene la frammentazione delle sedi di negoziazione possa favorire l'efficienza, si ritiene che l'infrastruttura post-trade frammentata aumenti i costi, limiti la concorrenza e crei compromessi in termini di stabilità finanziaria.

Punti chiave

  • Solo circa il 40% delle negoziazioni di azioni europee avviene ora sulla borsa di quotazione, mentre la frammentazione post-trade comporta maggiori costi e barriere strutturali irrisolte.
  • L'ESRB avverte che la frammentazione delle CCP aumenta la domanda di garanzie collaterali e la prociclicità, mentre la concentrazione dei CSD introduce rischi per la stabilità dovuti a punti unici di guasto.
  • Draghi 2024 e l'ESRB chiedono una vigilanza normativa più forte a livello europeo per affrontare i rischi transfrontalieri, il potere di determinazione dei prezzi e la trasparenza nella compensazione e nel regolamento.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Struttura post-trading e opzioni di riforma

Come riportato dall'ESRB, l'assetto post-trading europeo per le azioni continua a rappresentare un ostacolo di lunga data a mercati dei capitali più efficienti, nonostante anni di riforme volte ad aumentare la concorrenza. La valutazione afferma che le autorità di regolamentazione hanno compiuto maggiori progressi nel trading rispetto alla compensazione, al regolamento e alla custodia, lasciando in vigore significative barriere transfrontaliere.

Prima del 2007, i Paesi europei gestivano in larga misura monopoli nazionali nella negoziazione di titoli e nel post-trading. Da quando le direttive sui mercati degli strumenti finanziari hanno aperto il trading a una maggiore concorrenza, la negoziazione azionaria si è distribuita sempre più tra diverse sedi, con solo circa il 40% delle negoziazioni di azioni europee che avviene ora sulla borsa di quotazione.

Questo cambiamento ha intensificato l'attenzione su ciò che accade dopo l'esecuzione di un'operazione, poiché le transazioni sono definitive solo quando denaro e titoli vengono scambiati e la proprietà viene registrata. I precedenti tentativi di rimuovere le barriere Giovannini identificate nel 2001 e nel 2003 non hanno risolto pienamente le frizioni strutturali, e il rapporto Draghi 2024 ha nuovamente evidenziato la limitata concorrenza nei servizi post-trading.

Rischi per la stabilità e implicazioni per la vigilanza europea

L'ESRB evidenzia quattro principali preoccupazioni per la stabilità finanziaria legate a possibili cambiamenti nella struttura del mercato. La frammentazione tra le controparti centrali, o CCP, riduce la compensazione multilaterale e aumenta la domanda aggregata di garanzie collaterali, il che può amplificare le pressioni procicliche durante i periodi di stress di mercato.

Allo stesso tempo, la concentrazione nei depositari centrali di titoli degli emittenti, o CSD, può creare punti unici di guasto lungo la catena di regolamento, un rischio che potrebbe intensificarsi in un modello europeo eccessivamente centralizzato. Gli accordi di interoperabilità possono attenuare alcuni problemi di compensazione, ma possono anche aprire canali di contagio tra CCP, mentre la coesistenza della tecnologia a registro distribuito e dei sistemi legacy solleva ulteriori interrogativi sull'efficienza della compensazione e sulle esigenze di garanzie collaterali in condizioni di stress.

L'analisi conclude che ridurre la frammentazione post-trade richiederebbe probabilmente un ruolo più forte per le autorità di regolamentazione e di vigilanza a livello europeo piuttosto che nazionale. A suo avviso, una vigilanza più centralizzata potrebbe ridurre la distorsione normativa, affrontare i rischi di ricadute transfrontaliere e migliorare la trasparenza e la convergenza dei prezzi nella compensazione e nel regolamento, contribuendo a contrastare il potere di determinazione dei prezzi delle CCP e soprattutto dei CSD.

Il nostro precedente articolo sulla rapida crescita delle azioni tokenizzate ha spiegato come la domanda di accesso alle azioni 24/7 stia spingendo una maggiore esposizione azionaria sulle infrastrutture blockchain. Abbiamo rilevato che, sebbene questi token seguano generalmente le azioni tradizionali su base 1:1, vengono regolati su reti crypto anziché attraverso i sistemi convenzionali di compensazione e regolamento, il che può estendere gli orari di negoziazione ma comporta anche una struttura di mercato meno matura e la consueta volatilità legata al titolo sottostante.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.