Gruppo BCC Iccrea supera i requisiti SREP BCE, Pillar 2 scende al 2,05% per il 2027
La vigilanza della BCE riduce per il 2027 il requisito aggiuntivo di secondo pilastro applicato a Iccrea Banca, con un alleggerimento rispetto ai livelli fissati per il 2026 e il 2025. La decisione si traduce in una soglia CET1 consolidata del 9,25%, mentre a giugno 2026 il gruppo mantiene coefficienti patrimoniali ampiamente superiori ai minimi richiesti.
Punti chiave
- Iccrea Banca riceve dalla BCE per il 2027 un Pillar 2 Requirement al 2,05%, in calo rispetto al 2,25% del 2026 e al 2,52% del 2025.
- Il requisito consolidato di Common Equity Tier 1 ratio per il Gruppo BCC Iccrea viene fissato al 9,25%, con Tier 1 ratio all'11,14% e Total Capital Ratio al 13,65%.
- A giugno 2026, il CET1 ratio del gruppo è al 26,6%, Tier 1 al 26,7% e Total Capital Ratio al 27,1%, ben sopra i requisiti richiesti.
Decisione prudenziale e nuovi livelli di capitale
Come riportato da Teleborsa, Iccrea Banca ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea la notifica della decisione prudenziale con gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale, lo SREP. Al termine dell'analisi, la BCE determina per il 2027 un Pillar 2 Requirement pari al 2,05%, in calo rispetto al 2,25% del 2026 e al 2,52% del 2025.In base a questa decisione, il requisito di Common Equity Tier 1 ratio da rispettare su base consolidata è pari al 9,25%, tenendo conto anche dell'identificazione del Gruppo BCC Iccrea come istituzione a rilevanza sistemica nazionale da parte della Banca d'Italia. Gli altri requisiti da rispettare sono pari all'11,14% per il Tier 1 Capital Ratio e al 13,65% per il Total Capital Ratio.
Margine patrimoniale e impatto per il gruppo
Il gruppo segnala che a giugno 2026 i coefficienti patrimoniali risultano ampiamente superiori ai livelli richiesti dalla vigilanza. In particolare, il CET1 ratio si attesta al 26,6%, il Tier 1 ratio al 26,7% e il Total Capital Ratio al 27,1%.Il calo del Pillar 2 Requirement rafforza il margine di capitale disponibile rispetto ai requisiti regolamentari e conferma una posizione patrimoniale che resta elevata nel quadro della supervisione bancaria europea. Per il mercato bancario italiano, il dato indica una capacità del gruppo di mantenere buffer consistenti anche dopo il riconoscimento della sua rilevanza sistemica nazionale.
Nel nostro precedente articolo sul possibile passaggio del controllo di Commerzbank a UniCredit abbiamo ricostruito l’avanzamento dell’operazione dopo il consolidamento di una partecipazione vicina al 50%. L’attenzione era concentrata soprattutto sui tempi delle autorizzazioni regolamentari, in particolare sull’atteso via libera della BCE, e sulle possibili ricadute sulla governance di Commerzbank, incluso il tema dei vertici.
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