Banco BPM supera i requisiti patrimoniali BCE per il 2027
Banco BPM entra nel 2027 con requisiti patrimoniali invariati rispetto all'anno precedente dopo l'esito del processo di revisione prudenziale della BCE. Il gruppo segnala coefficienti di capitale al 30 giugno 2026 nettamente superiori alle soglie minime richieste su base consolidata dal 1° gennaio 2027.
Punti chiave
- Banco BPM ha ricevuto dalla BCE la conferma di un Pillar 2 Requirement per il 2027 al 2,25%, invariato rispetto al 2026.
- Dal 1° gennaio 2027 il Common Equity Tier 1 ratio richiesto sarà 9,53%, il Tier 1 capital ratio 11,45% e il Total capital ratio 14,01%.
- Al 30 giugno 2026 Banco BPM presenta un CET1 ratio del 14,02% (14,40% pro forma), superando ampiamente i requisiti patrimoniali BCE.
Esiti SREP e soglie fissate per il 2027
Come riportato da Teleborsa, Banco BPM ha ricevuto dalla BCE la comunicazione con gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale, che conferma per il 2027 un Pillar 2 Requirement complessivo del 2,25%, invariato rispetto al 2026.Dal 1° gennaio 2027, il requisito di Common Equity Tier 1 ratio su base consolidata è pari al 9,53%. La soglia comprende il requisito minimo di Pillar 1 del 4,50%, un requisito di capitale Pillar 2 dell'1,266%, la riserva di conservazione del capitale del 2,50%, la riserva O-SII buffer dello 0,50%, la riserva di capitale anticiclica dello 0,081% e la riserva per il rischio sistemico dello 0,682%.
Gli ulteriori requisiti indicati per Banco BPM sono pari all'11,45% in termini di Tier 1 capital ratio e al 14,01% in termini di Total capital ratio.
Margine patrimoniale del gruppo
Alla data del 30 giugno 2026, il Gruppo Banco BPM registra un Common Equity Tier 1 ratio del 14,02%, che sale al 14,40% includendo l'utile del primo semestre 2026 non destinato alla remunerazione degli azionisti.Il Tier 1 ratio si attesta al 16,04%, o al 16,42% con l'inclusione dello stesso utile, mentre il Total Capital ratio è pari al 18,81% e raggiunge il 19,18% su base pro forma. I dati indicano che il gruppo supera ampiamente tutti i requisiti prudenziali assegnati dalla BCE, rafforzando il proprio profilo patrimoniale nel quadro della vigilanza bancaria europea.
Nel nostro precedente approfondimento sul possibile passaggio del controllo di Commerzbank a UniCredit abbiamo ricostruito l’avanzamento dell’operazione, con la banca italiana arrivata a consolidare una partecipazione vicina al 50%. Abbiamo evidenziato che il nodo principale riguarda i tempi delle autorizzazioni regolamentari, con l’attesa per il via libera della BCE nel breve termine. In parallelo, abbiamo segnalato come lo scenario possa riflettersi anche sulla governance di Commerzbank e sui possibili cambi ai vertici.
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