J.P. Morgan prevede che l’S&P 500 raggiunga quota 8000
Lunedì J.P. Morgan ha portato a 8000 l’obiettivo di fine anno per l’S&P 500, indicando utili societari più solidi e una crescente fiducia nei rendimenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale. La previsione rivista aggiunge un’altra importante società di Wall Street al gruppo, sempre più numeroso, che si aspetta un’estensione del rally delle azioni statunitensi nel 2026.
Punti chiave
- J.P. Morgan ha alzato l’obiettivo sull’S&P 500 da 7800 a 8000.
- Il nuovo obiettivo implica un rialzo di circa il 3,1% rispetto alla chiusura di venerdì.
- L’85,1% delle società dell’S&P 500 che hanno pubblicato i risultati ha superato le aspettative sugli utili.
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La banca ha alzato l’obiettivo da 7800, implicando un rialzo di circa il 3,1% rispetto al livello di chiusura dell’S&P 500, pari a 7757,64, di venerdì. La revisione riflette aspettative sugli utili più solide e segnali che la forte spesa per l’AI da parte delle principali società tecnologiche si sta traducendo in una crescita più rapida dei ricavi cloud e in portafogli ordini più consistenti, secondo Reuters. L’indice ha già guadagnato circa il 13,3% quest’anno e ha chiuso la scorsa settimana a un livello record.
La spesa per l’AI rafforza il quadro degli utili
J.P. Morgan ha aumentato la previsione sull’utile per azione dell’S&P 500 a 365 dollari per il 2026, dai precedenti 350 dollari. La stima per il 2027 è salita a 420 dollari da 390, suggerendo che la banca si aspetta che l’attuale slancio degli utili prosegua oltre quest’anno.
I risultati del secondo trimestre hanno rafforzato questa visione. Delle 436 società dell’S&P 500 che avevano pubblicato i risultati entro venerdì mattina, l’85,1% ha superato le aspettative degli analisti, secondo i dati LSEG. Il dato si confronta con una media di lungo periodo del 68% dal 1994.
L’impatto degli investimenti nell’AI è diventato particolarmente evidente in Google, Amazon e Microsoft. La maggiore crescita del cloud, l’espansione dei portafogli ordini e una visibilità migliore sui flussi di cassa stanno contribuendo ad attenuare i timori che i miliardi di dollari destinati alle infrastrutture per l’AI possano richiedere troppo tempo per generare rendimenti adeguati.
Gli utili aumentano, ma restano i rischi legati alle valutazioni
L’obiettivo rivisto non presuppone che gli investitori siano disposti a pagare valutazioni azionarie sostanzialmente più elevate. J.P. Morgan ha mantenuto il proprio obiettivo di valutazione prospettica a circa 20 volte gli utili, citando tassi d’interesse elevati, rischi geopolitici e un’intensa emissione di azioni e debito.
Questa distinzione è importante. La tesi a favore di quota 8000 si basa sempre più sulla capacità delle società di generare profitti più elevati, anziché su un’ulteriore espansione dei multipli di valutazione già elevati. Secondo Reuters, J.P. Morgan non è più l’unica a puntare a quel livello: almeno sette società di brokeraggio ora prevedono che l’indice di riferimento raggiunga quota 8000 entro fine anno.
Il contesto resta vulnerabile agli shock esterni. L’incertezza legata all’Iran e allo Stretto di Hormuz continua a influenzare i mercati del petrolio e delle spedizioni, mentre costi energetici più elevati potrebbero complicare le prospettive per l’inflazione e i tassi d’interesse. Tuttavia, con l’S&P 500 già in rialzo di oltre il 13% nel 2026, utili più solidi e segnali di rendimenti concreti dalla spesa per l’AI stanno dando a Wall Street maggiore fiducia nella possibilità che il rally prosegua.
In precedenza, avevamo riferito che il CEO di JPMorgan vede rischi nell’acquisto di azioni e obbligazioni statunitensi.
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