I rendimenti sudcoreani balzano mentre gli investitori scontano ulteriori rialzi dei tassi

I rendimenti sudcoreani balzano mentre gli investitori scontano ulteriori rialzi dei tassi
Il rendimento coreano a tre anni balza al 4,11% nel pieno delle vendite

​Il rendimento dei titoli di Stato sudcoreani a tre anni è balzato ai massimi degli ultimi quattro anni circa, mentre i mercati locali recuperavano il terreno rispetto a un’ondata globale di vendite del debito alimentata dall’aumento dei prezzi del petrolio e dalle aspettative di una politica monetaria più restrittiva. I titoli si sono indeboliti anche in Giappone, Australia e Stati Uniti, a conferma della diffusione dei timori inflazionistici nei principali mercati obbligazionari.

Punti chiave

  • Il rendimento sudcoreano a tre anni è balzato al 4,11%.
  • I prezzi del petrolio alimentano i timori sull’inflazione.
  • I rendimenti obbligazionari globali continuano a salire.

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Il rendimento coreano a tre anni è salito di 11 punti base al 4,11%, il livello più alto dal novembre 2022, alla ripresa degli scambi dopo le festività dal 24 al 27 settembre, ha riferito Bloomberg. Il movimento ha seguito i forti rialzi dei rendimenti globali mentre i mercati coreani erano chiusi.

Petrolio e aspettative sui tassi colpiscono i bond coreani

La Corea del Sud è particolarmente esposta all’aumento dei costi energetici a causa della sua dipendenza dai combustibili importati. Il conflitto in Medio Oriente ha mantenuto elevati i prezzi del petrolio, alimentando i timori che l’inflazione possa rivelarsi più difficile da contenere e spingendo gli investitori a riconsiderare quanto la Bank of Korea potrebbe dover aumentare i tassi.

La banca centrale ha già effettuato due rialzi consecutivi dei tassi. Una crescita economica superiore alle attese, sostenuta dal boom dei semiconduttori, ha aggiunto un’ulteriore fonte di pressione sui prezzi interni.

Anche il contesto globale è diventato meno favorevole per i bond. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni si aggirava intorno al 5,21% il 28 settembre, in rialzo di circa cinque punti base nella giornata. 

Le aspettative di un ulteriore irrigidimento da parte della Federal Reserve stanno aumentando la pressione. Gli analisti hanno affermato che un altro rialzo della Fed a ottobre rafforzerebbe le probabilità che la Bank of Korea aumenti nuovamente i tassi a novembre.

Il Giappone si unisce alle vendite regionali

Anche i titoli di Stato giapponesi sono finiti sotto pressione. Il rendimento biennale, sensibile alle decisioni di politica monetaria, è salito fino a quattro punti base all’1,975%, il livello più alto dal 1995 e appena sotto la soglia del 2%. Il rendimento quinquennale è aumentato di tre punti base al 2,43%.

Gli investitori stanno aumentando le scommesse su un ulteriore irrigidimento della politica da parte della Bank of Japan, dopo il rialzo dei tassi all’inizio di settembre. Gli overnight index swap indicavano una probabilità di circa il 40% di un altro rialzo a ottobre, mentre un ulteriore movimento di 25 punti base era già pienamente incorporato nei prezzi di mercato entro dicembre.

Uno yen debole e l’aumento dei costi delle materie prime stanno rafforzando i timori inflazionistici, mentre le aspettative di una politica statunitense più restrittiva continuano a esercitare pressione sul differenziale dei tassi tra le due economie.

L’Asia affronta la prova di tassi più elevati

Il rialzo simultaneo dei rendimenti coreani, giapponesi e statunitensi è significativo perché indica una rivalutazione più ampia, anziché un movimento isolato in un singolo mercato. Per la Corea del Sud, la combinazione di inflazione energetica importata, forte crescita trainata dai semiconduttori e maggiori costi globali di finanziamento complica le prospettive di politica monetaria della Bank of Korea.

La BOK ha convocato lunedì una riunione di esame dei mercati dopo il periodo festivo di quattro giorni e ha dichiarato che monitorerà attentamente le condizioni finanziarie globali e la possibilità di un aumento della volatilità.

Con il rendimento coreano a tre anni al 4,10%, quello giapponese a due anni vicino al 2% e il Treasury USA a 10 anni intorno al 5,20%, i mercati obbligazionari asiatici entrano nell’ultimo trimestre con aspettative di politica monetaria orientate verso tassi più elevati più a lungo.

Come abbiamo riferito in precedenza, i mercati obbligazionari scivolano mentre cambiano le prospettive sui tassi.

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