Trevi, WorldQuant riduce la posizione short sul titolo
Le posizioni corte su Trevi continuano a muoversi mentre il gruppo dell'ingegneria del sottosuolo resta osservato sul mercato di Euronext Milan. L'ultimo aggiornamento segnala un'ulteriore riduzione della scommessa ribassista di WorldQuant, mentre GSA Capital Partners mantiene invariata la propria esposizione corta.
Punti chiave
- WorldQuant ha ridotto la posizione netta corta su Trevi allo 0,69% del capitale sociale dal precedente 0,78% del 29 ottobre 2026.
- GSA Capital Partners mantiene invariata la propria posizione short su Trevi allo 0,61% del capitale sociale dal 24 agosto 2026.
- Entrambe le posizioni short restano sopra la soglia di pubblicazione Consob pari allo 0,5% del capitale sociale per le società quotate.
Aggiornamento Consob sulle posizioni ribassiste
Secondo Teleborsa, che cita Consob, WorldQuant riduce ieri la propria posizione netta corta su Trevi allo 0,69% del capitale sociale, dallo 0,78% registrato il 29 ottobre 2026, proseguendo una discesa avviata a fine luglio.Resta invece immutata la posizione di GSA Capital Partners, ferma allo 0,61% con data 24 agosto 2026. Entrambe le posizioni restano sopra la soglia di pubblicazione prevista per le società quotate.
Effetti informativi per il mercato
La percentuale indicata da Consob rappresenta il rapporto tra il numero di azioni che compongono la posizione netta corta e il capitale sociale dell'emittente. La pubblicazione riguarda le PNC pari o superiori allo 0,5% del capitale della società quotata considerata.La stessa disciplina si applica anche alle posizioni che, dopo aver raggiunto la soglia dello 0,5% ed essere state pubblicate, scendono successivamente sotto tale livello. In quel caso, la PNC viene resa pubblica un'ultima volta con l'indicazione dell'ultimo valore disponibile sotto la soglia.
Nel nostro precedente aggiornamento sull’oscuramento di siti abusivi disposto dalla Consob, abbiamo ricordato l’ampliamento dell’azione di vigilanza contro piattaforme online non autorizzate che offrivano servizi di investimento e cripto-attività. L’Autorità ha ordinato il blocco di 10 nuovi siti, portando il totale degli oscuramenti dal 2019 a 1.848, con una quota significativa (240) legata a fenomeni cripto.
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