Emilia-Romagna, crescita economica moderata nel 2025 mentre aumentano i rischi energetici
L'economia dell'Emilia-Romagna mantiene nel 2025 un ritmo di espansione moderato, sostenuto soprattutto dagli investimenti privati e pubblici. Nei primi mesi dell'anno in corso, però, il quadro congiunturale si deteriora progressivamente per l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente e per le persistenti tensioni geopolitiche e commerciali.
In evidenza
- L'economia dell'Emilia-Romagna crescerà dello 0,5% nel 2025 secondo Banca d'Italia, con consumi stagnanti e investimenti pubblici e privati a trainare l'attività.
- I rischi al ribasso per la crescita regionale aumentano a causa delle tensioni sui prezzi energetici derivanti dal blocco nello Stretto di Hormuz e difficoltà di approvvigionamento di gas e petrolio.
- Nel 2025 industria e export restano stazionari, mentre le costruzioni avanzano tramite il PNRR e il terziario beneficia di turismo e traffico merci al porto di Ravenna.
Crescita regionale e segnali di indebolimento
Come riferito dalla Banca d'Italia, il rapporto annuale "L'economia dell'Emilia-Romagna" viene presentato oggi a Bologna e indica per il 2025 un aumento medio del prodotto dello 0,5%, in linea con il Nord Est e con l'intero Paese.L'indicatore trimestrale dell'economia regionale, ITER, segnala che i consumi restano contenuti, mentre l'attività è sostenuta principalmente dagli investimenti delle imprese, favoriti da incentivi fiscali e da condizioni di costo più distese, oltre che dagli investimenti pubblici collegati anche all'avanzamento del PNRR.
Nei primi mesi dell'anno in corso, gli indicatori congiunturali disponibili mostrano invece una dinamica del prodotto che sarebbe rimasta debole. Sulle prospettive di crescita pesano rischi al ribasso legati soprattutto al blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz, con difficoltà di approvvigionamento di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali, che stanno alimentando forti tensioni sui prezzi energetici.
Industria, servizi e investimenti sotto pressione
Nel 2025 l'andamento dei principali comparti risulta eterogeneo. Nell'industria, fatturato e valore aggiunto a prezzi costanti ristagnano quasi del tutto, mentre le esportazioni restano sostanzialmente invariate in termini reali, con il calo dei mercati extra UE compensato dalla crescita delle vendite verso l'Unione europea e dal recupero dell'export in Germania.La produzione industriale, pur in lieve flessione nella media dell'anno, torna a crescere nell'ultimo trimestre dopo oltre due anni di calo, soprattutto nella meccanica e nella metallurgia. Le costruzioni avanzano grazie alle opere pubbliche connesse al PNRR, mentre il terziario prosegue una moderata espansione sostenuta dai servizi legati al turismo e dalla ripresa dei traffici merci nel porto di Ravenna.
In un contesto di crescita modesta, diminuisce ulteriormente la quota di imprese con risultati reddituali favorevoli, anche se la liquidità aziendale resta elevata. La Banca d'Italia rileva inoltre che, nonostante il recupero degli investimenti soprattutto nella manifattura, l'adeguamento tecnologico delle imprese regionali rimane contenuto, con una bassa adozione dell'intelligenza artificiale nei processi produttivi e un'attività brevettuale concentrata prevalentemente nei settori più tradizionali.
Nel nostro precedente articolo sull’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per riprendere la navigazione nello Stretto di Hormuz, abbiamo spiegato che l’intesa punta a riaprire una rotta cruciale per i flussi globali di petrolio e gas, aprendo al contempo una finestra di 60 giorni di negoziati sul dossier nucleare di Teheran. Abbiamo anche evidenziato la reazione immediata dei mercati, con il calo dei prezzi del petrolio nonostante l’incertezza sui dettagli e le diverse interpretazioni dell’accordo da parte delle due parti.
Ultime notizie su Natural Gas
- Forex
- Crypto