Scadenza MiCA: perché le società crypto stanno lasciando l'Europa

Scadenza MiCA: perché le società crypto stanno lasciando l'Europa
Sempre più società crypto non vogliono operare in Europa.

Il periodo di transizione MiCA sta per concludersi nell'UE. In sole due settimane, gli exchange di criptovalute, i broker e i fornitori di wallet senza licenza non potranno più servire i clienti nella regione. Il regolamento doveva creare un mercato unico e trasparente per gli asset digitali, ma in pratica è diventato un filtro severo per il settore.

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Licenza o uscita dal mercato

Il periodo di transizione MiCA terminerà il 1° luglio 2026. L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha avvertito direttamente che le società che continueranno a fornire servizi crypto senza autorizzazione violeranno la legge UE e dovranno cessare l'attività.

MiCA è stato concepito come un insieme unico di regole per l'intero mercato crypto europeo. Se un'azienda ottiene una licenza in un paese UE, può utilizzare il meccanismo di passaporto per operare in tutti i 27 stati membri. Sulla carta, questo doveva facilitare la vita alle imprese crypto: una licenza, requisiti unificati e accesso a un mercato vasto.

Ma il mercato è arrivato alla scadenza con un ampio divario tra il vecchio e il nuovo sistema. Mentre l'Europa contava più di 3000 fornitori di servizi di asset virtuali nel 2024, solo 194 società avevano ricevuto l'autorizzazione MiCA entro maggio 2026.

Hogan Lovells prevede che circa il 75% dei fornitori che operavano prima del MiCA perderà lo status di registrazione dopo la scadenza dei periodi di transizione. Nel frattempo, i regolatori richiedono alle società non autorizzate di preparare piani di chiusura ordinata.

Bruxelles mette in discussione le proprie regole

Mentre le aziende si preparano per la scadenza MiCA, la Commissione Europea ha lanciato consultazioni per valutare se il regolamento rimanga adatto al mercato degli asset digitali. La discussione si è aperta il 20 maggio e i feedback di privati, aziende, istituzioni finanziarie, regolatori e associazioni di categoria saranno accettati fino al 31 agosto.

La revisione copre le parti principali del MiCA: regole per gli emittenti di cripto-attività, token collegati ad asset, token di moneta elettronica e fornitori di servizi crypto. La Commissione Europea spiega questo affermando che il mercato degli asset digitali continua a evolversi e il panorama normativo globale è già cambiato.

Allo stesso tempo, l'Europa deve affrontare la concorrenza di altre giurisdizioni. Gli Stati Uniti e i paesi asiatici stanno portando avanti nuove regole per il mercato crypto, trasformando la regolamentazione in una scelta pratica per le aziende: dove è più veloce ottenere l'approvazione, dove l'onere normativo è minore e dove è più facile lavorare con clienti globali.

Coinbase ha evidenziato lo stesso problema. Katie Harries, responsabile delle politiche per l'Europa dell'azienda, ha affermato che il MiCA ha già stabilito un primo standard globale, ma ora necessita di miglioramenti mirati. Secondo lei, l'Europa non deve solo preservare la protezione degli utenti, ma anche rimanere competitiva, perché altre giurisdizioni si stanno muovendo rapidamente con regole chiare per il mercato crypto.

Le stablecoin hanno esposto il punto debole del MiCA

I problemi del MiCA sono particolarmente visibili nel mercato delle stablecoin. Un rapporto di Blockchain for Europe afferma che le regole europee hanno reso i token ancorati all'euro più sicuri, ma allo stesso tempo ne hanno indebolito la competitività. Le stablecoin in euro rappresentano ora meno dell'1% del mercato globale, nonostante l'euro svolga un ruolo molto più importante nel sistema finanziario globale.

Il rapporto descrive questo segmento come "sicuro ma strutturalmente non competitivo". La ragione risiede nei requisiti stessi del MiCA: gli emittenti non possono pagare premi agli utenti per il possesso di stablecoin, almeno il 30% delle riserve deve essere detenuto in depositi bancari e per i grandi operatori questa quota può raggiungere il 60%. In un contesto di tassi elevati, ciò rende le stablecoin in euro meno attraenti dei depositi bancari e dei token in dollari che possono integrare rendimenti tramite strumenti DeFi.

I principali attori stanno già reagendo a queste regole. Nel maggio 2025, il CEO di Tether Paolo Ardoino ha dichiarato che la società non richiederà la conformità MiCA per USDT e ha definito i requisiti europei "molto pericolosi per le stablecoin".

Sicurezza senza leadership

Il MiCA non è fallito come idea: regole comuni sono effettivamente necessarie per un mercato che ha operato per anni sotto diversi regimi nazionali e in zone grigie. Ma l'attuale versione del regolamento mostra l'altro lato di questo approccio: alcune aziende non possono o non vogliono sottoporsi alla licenza, gli utenti potrebbero trovarsi di fronte a un accesso limitato ai servizi e certi segmenti come le stablecoin stanno perdendo competitività.

Per l'Europa, questa sta diventando una prova non solo di rigore normativo ma anche della sua capacità di trattenere l'industria. Se le regole rimarranno troppo costose, lente e inflessibili, le società crypto sceglieranno giurisdizioni dove è più facile lanciare prodotti, attrarre liquidità e servire clienti globali. In tal caso, il MiCA potrebbe creare non un hub del mercato crypto, ma un segmento europeo sicuro ma significativamente più piccolo.

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