La BCE vede un’inflazione elevata mentre aumentano i prezzi dell’energia
Un nuovo forte aumento dei prezzi di petrolio e gas potrebbe mantenere l’inflazione dell’area euro su livelli elevati più a lungo del previsto, secondo Philip Lane, capo economista della Banca centrale europea. Si prevede che la pressione si estenda oltre le bollette energetiche delle famiglie, coinvolgendo alimentari e beni, prima che l’inflazione inizi ad avvicinarsi nuovamente all’obiettivo della BCE verso la metà del 2027.
Punti chiave
- L’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe mantenere più a lungo l’inflazione dell’area euro su livelli elevati.
- L’inflazione dell’area euro è prevista al 3% nel 2026.
- La crescita dell’area euro rimane resiliente nonostante lo shock energetico.
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Lane ha affermato che l’ultimo shock energetico è stato più ampio dell’iniziale aumento dei prezzi del petrolio, poiché sono aumentati anche i costi del gas naturale, secondo Bloomberg. Prevede che gli effetti si estendano a elettricità, alimentari e beni manifatturieri, mentre l’inflazione nei servizi dovrebbe rimanere relativamente contenuta.
L’energia mantiene l’inflazione al di sopra dell’obiettivo
La valutazione rafforza le proiezioni della BCE di settembre, che indicano un’inflazione headline media del 3% nel 2026 e del 2,5% nel 2027, prima di scendere al 2,1% nel 2028. Si prevede che l’inflazione raggiunga il picco del 3,6% nell’ultimo trimestre del 2026, quando l’aumento dei costi energetici si propagherà nell’economia.
La BCE ha già reagito alle persistenti pressioni sui prezzi. All’inizio di questo mese, il Consiglio direttivo ha aumentato di 25 punti base i tre principali tassi di interesse, portando il tasso sui depositi al 2,5%. I responsabili della politica monetaria hanno affermato che l’inflazione sarebbe probabilmente rimasta ben al di sopra dell’obiettivo del 2% per un periodo prolungato, sottolineando che le decisioni future dipenderanno dai nuovi dati economici e non da un percorso dei tassi prestabilito.
La crescita affronta un difficile equilibrio
L’aumento dei prezzi del petrolio e del gas crea una situazione complessa, poiché può spingere contemporaneamente al rialzo i prezzi al consumo e indebolire l’attività economica. L’aumento dei costi di elettricità, riscaldamento e trasporti può comprimere il potere d’acquisto delle famiglie e aumentare i costi operativi delle imprese.
Per ora, l’economia dell’area euro ha retto meglio del previsto. La BCE prevede una crescita del PIL dello 0,9% nel 2026, dell’1,4% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. Gli investimenti pubblici, la resilienza del mercato del lavoro e la spesa per infrastrutture, difesa e intelligenza artificiale dovrebbero fornire sostegno.
Lane ha indicato che queste prospettive dipendono in larga misura dall’intensità e dalla durata dello shock energetico. Un aumento dei prezzi più persistente indebolirebbe la crescita, mentre uno scenario meno grave lascerebbe maggiori margini agli investimenti interni e alla spesa pubblica per sostenere l’attività economica.
La sfida principale per la BCE sta quindi passando dall’immediato aumento dei prezzi dell’energia ai suoi effetti economici più ampi. Se i costi elevati continueranno a trasferirsi su alimentari e beni, l’inflazione potrebbe rimanere al di sopra dell’obiettivo anche dopo la stabilizzazione dei mercati energetici. Questa prospettiva aumenta l’importanza dei prossimi dati sull’inflazione, mentre i responsabili della politica monetaria valutano quanto a lungo debba rimanere restrittiva la politica monetaria.
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