Il prezzo dell'oro manterrà il supporto a 4000 dollari mentre il Brent sopra i 90 dollari alimenta l'inflazione?
Gold (XAU) è scambiato a 4014 dollari, segnando un lieve calo nella giornata. Il prezzo si mantiene sopra le principali medie mobili di breve e medio periodo, pur restando ben al di sotto della media mobile principale di lungo periodo.
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In evidenza
- L’aumento delle tensioni in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi del Brent sopra i 90 dollari sostengono la domanda di oro come bene rifugio.
- I commenti restrittivi dei funzionari della Fed statunitense aumentano l’incertezza, esercitando potenziale pressione sull’oro in quanto asset privo di rendimento.
- L’analisi tecnica indica un forte momentum rialzista di breve periodo, con l’oro atteso in movimento laterale tra 3983 e 4044 dollari e alta probabilità di un rialzo.
I flussi verso beni rifugio e i segnali della Fed influenzano il sentiment sull’oro in un contesto di inflazione
L’aumento delle tensioni in Medio Oriente ha incrementato la domanda di oro come bene rifugio, influenzando il sentiment di mercato grazie al suo ruolo tradizionale di copertura dal rischio. Il superamento dei 90 dollari al barile da parte del Brent rafforza le aspettative di inflazione, influenzando indirettamente la domanda di oro modificando il comportamento degli investitori in periodi di aumento dei costi. Nel frattempo, le dichiarazioni di diversi funzionari della Federal Reserve statunitense sulla possibile necessità di ulteriori rialzi dei tassi, riportate da Economictimes Indiatimes, introducono ulteriore incertezza e potrebbero pesare su asset privi di rendimento come l’oro.
Persistono segnali rialzisti mentre cresce il rischio di ipercomprato vicino al supporto chiave
I livelli tecnici mostrano che l’oro è scambiato sopra la MA-20 e la MA-50 sul timeframe H1, ma ben al di sotto della MA-200 sul grafico giornaliero, mentre l’Ichimoku Kijun si trova a 4000 dollari come supporto immediato. Il MACD segnala attualmente acquisto, con l’ADX in posizione neutrale e l’Awesome Oscillator che suggerisce potenziale rialzista. L’RSI è a 61,48, indicando una posizione orientata agli acquisti, mentre Stochastic RSI, CCI e Bull/Bear Power segnalano condizioni di ipercomprato. Con il prezzo vicino al punto medio della fascia odierna e la volatilità bassa, il mercato potrebbe essere vulnerabile a una correzione di breve termine se la pressione degli acquisti dovesse continuare senza sosta.
Scenario rialzista prevalente salvo rottura di supporti o resistenze
Nel breve termine, l’intervallo di negoziazione atteso dovrebbe oscillare tra 3983 e 4044 dollari, riflettendo la tipica banda di volatilità rispetto ai livelli attuali. La probabilità di un ulteriore movimento al rialzo è stimata al 73%, con il momentum rialzista favorito rispetto al rischio di ribasso immediato. L’aspettativa di base è che l’oro rimanga in un corridoio laterale, a meno di una rottura decisa sopra la resistenza a 4044 dollari. Se il prezzo dovesse scendere sotto il supporto a 4000 dollari, diventerebbe più probabile un ritracciamento verso la parte bassa dell’intervallo.
In precedenza, gli analisti hanno osservato che l’andamento del prezzo dell’oro tende a essere guidato dai cambiamenti nel sentiment degli investitori e dalle forze esterne di mercato, soprattutto considerando il suo status di asset rifugio privo di rendimento. Alla luce delle tensioni geopolitiche in corso e dei toni restrittivi delle banche centrali, i trader dovrebbero monitorare attentamente una possibile rottura sopra i 4044 dollari come potenziale catalizzatore per un nuovo slancio rialzista oltre l’attuale fase di consolidamento.
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