Il Brent supera i 109 $ mentre i rischi sull’offerta si aggravano

Il Brent supera i 109 $ mentre i rischi sull’offerta si aggravano
Il petrolio vola mentre l’interruzione della pipeline saudita aumenta i rischi sull’offerta

​I prezzi del petrolio sono saliti di quasi il 4% lunedì, mentre l’interruzione della East-West pipeline dell’Arabia Saudita e i nuovi attacchi alle navi hanno intensificato i timori sull’offerta globale di greggio. La perturbazione ha aumentato la pressione sulle rotte alternative per l’export, in un momento in cui il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è già fortemente limitato.

Punti chiave

  • Il Brent è salito del 4,38% a 109,19 $ al barile.
  • Il WTI ha guadagnato il 4,16% a 104,21 $ al barile.
  • Le scorte di Yanbu potrebbero coprire da cinque a sette giorni.
  • Fino al 4% dell’offerta globale potrebbe essere esposto a ulteriori rischi.

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I future sul greggio Brent sono scambiati a 109,19 $ al barile, in rialzo del 4,38%, mentre i future sul WTI si attestano a 104,21 $ al barile, in rialzo del 4,16%. I guadagni sono arrivati mentre i trader valutavano la capacità dell’Arabia Saudita di mantenere le esportazioni di petrolio attraverso rotte che aggirano lo Stretto di Hormuz, ha riferito Reuters.

L’interruzione saudita mette a rischio la rotta alternativa

La pipeline East-West, lunga 1,200 chilometri, collega il polo petrolifero di Abqaiq al porto di Yanbu sul Mar Rosso. Il suo ruolo è diventato più importante poiché il conflitto tra Stati Uniti e Iran sta perturbando uno dei corridoi marittimi per l’energia più importanti al mondo.

Con la pipeline fuori servizio, Yanbu dispone di greggio stoccato sufficiente a mantenere le esportazioni solo per circa cinque-sette giorni, secondo le stime del settore citate nel rapporto. Se l’interruzione dovesse protrarsi oltre questo margine, fino al 4% dell’offerta petrolifera globale potrebbe essere esposto a ulteriori rischi.

La pressione sta aumentando anche intorno allo Stretto di Bab el-Mandeb. Gli Houthi, allineati con l’Iran, hanno raggiunto venerdì l’isola yemenita strategica di Perim, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza per il trasporto marittimo nel Mar Rosso e per le rotte utilizzate per trasferire le forniture energetiche verso l’Europa.

Le perturbazioni a Hormuz aumentano la pressione sul mercato

Le condizioni della navigazione intorno a Hormuz restano instabili. Domenica una nave è stata colpita da un proiettile, provocando un incendio e costringendo l’equipaggio a evacuare, mentre l’Iran ha riferito di vittime a bordo di una separata nave commerciale iraniana.

Le prospettive diplomatiche si sono inoltre indebolite dopo il rinvio di un incontro programmato in Oman tra Iran e gli Stati del Golfo. I colloqui avrebbero dovuto affrontare le condizioni intorno a Hormuz, dove le restrizioni hanno già modificato drasticamente i flussi energetici regionali.

Gli ultimi guadagni prolungano un rally che la scorsa settimana ha spinto il petrolio al rialzo di circa il 9%. Il Brent è salito sopra i 100 $ per la prima volta da luglio e si è avvicinato a 110 $, mentre i prezzi del diesel statunitense hanno superato i 6 $ al gallone.

I rischi sull’offerta mantengono il petrolio vicino ai massimi recenti

Il mercato si trova sempre più ad affrontare pressioni simultanee sulle rotte di export sia del Golfo sia del Mar Rosso. Le scorte saudite potrebbero attutire l’impatto immediato dell’interruzione della pipeline, ma questa protezione si riduce rapidamente se le riparazioni richiedono più tempo del previsto.

I trader stanno attribuendo un premio al rischio maggiore all’offerta fisica, poiché le interruzioni minacciano le principali rotte di export mediorientali. Interruzioni prolungate potrebbero intensificare le pressioni inflazionistiche, aumentando ulteriormente la tensione sui mercati obbligazionari globali e complicando le prospettive sui tassi d’interesse.

Come abbiamo riportato in precedenza, l’Iran colpisce le navi nello Stretto di Hormuz.

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