I prezzi del petrolio scendono mentre si attenuano i timori sulle interruzioni dell’offerta
I prezzi del petrolio hanno esteso il calo giovedì, poiché ulteriori spedizioni di greggio saudita attraverso l’Oman hanno allentato le preoccupazioni immediate per le interruzioni dell’offerta, spingendo il WTI sotto i 100 dollari al barile. La flessione si è intensificata rispetto a mercoledì, mentre i danni ancora irrisolti all’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita e le più ampie tensioni in Medio Oriente mantenevano il mercato esposto a un nuovo shock dell’offerta.
Punti chiave
- Il petrolio scende, con il WTI sotto i 100 dollari.
- Ulteriori carichi sauditi attraverso l’Oman hanno allentato i timori sull’offerta.
- Le interruzioni in Medio Oriente continuano a rappresentare rischi per i flussi di petrolio.
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I future sul greggio Brent sono scesi del 3,32% a 102,32 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate statunitense hanno perso il 2,72%, portandosi a 99,64 dollari, secondo gli ultimi dati di mercato forniti giovedì. I prezzi si sono indeboliti dopo che l’Arabia Saudita ha reso disponibile ulteriore greggio alle raffinerie asiatiche tramite trasferimenti da nave a nave nei pressi del porto di Sohar, in Oman, contribuendo a compensare le interruzioni causate dagli attacchi all’oleodotto East-West, ha riferito Reuters.
I carichi sauditi allentano la pressione immediata
L’ultimo calo segue una brusca inversione di tendenza rispetto ai massimi degli ultimi quattro mesi raggiunti all’inizio della settimana. Il greggio era salito dopo la sospensione dei carichi presso l’hub di esportazione saudita sul Mar Rosso di Yanbu e la cancellazione di alcune consegne ai clienti europei in seguito agli attacchi all’oleodotto che rifornisce il terminale.
Da allora, l’Arabia Saudita ha cercato modalità alternative per mantenere le esportazioni. I carichi aggiuntivi offerti alle raffinerie asiatiche tramite trasferimenti al largo dell’Oman hanno rassicurato i trader, indicando che parte dei barili può continuare a raggiungere il mercato nonostante le interruzioni.
Anche le aspettative di un ripristino relativamente rapido dell’oleodotto East-West hanno ridotto il premio per il rischio. Il segretario all’Energia statunitense Chris Wright ha indicato questa settimana che i flussi di greggio potrebbero riprendere entro pochi giorni.
I danni all’oleodotto mantengono elevati i rischi per l’offerta
Il mercato non ha ancora scontato completamente la minaccia alle esportazioni saudite. Due stazioni di pompaggio che servono l’oleodotto East-West sono state danneggiate in un attacco la scorsa settimana e l’Arabia Saudita non ha annunciato un calendario per il ripristino delle normali operazioni.
Un’interruzione prolungata potrebbe eliminare fino al 4% dell’offerta globale di petrolio, secondo i trader citati nel materiale fornito. L’oleodotto è diventato particolarmente importante come rotta alternativa per le esportazioni, mentre il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi energetici più importanti al mondo, resta interrotto.
Anche i mercati dei carburanti sono sotto pressione. I future europei sul gasolio hanno chiuso martedì a un livello record, mentre anche i future statunitensi sul diesel a bassissimo tenore di zolfo hanno raggiunto un record di chiusura. I vincoli alla capacità di raffinazione russa hanno alimentato le preoccupazioni sulla disponibilità di diesel.
Il petrolio resta esposto a un’escalation regionale
Il calo di giovedì mostra quanto rapidamente possano cambiare le aspettative sull’offerta, mentre l’Arabia Saudita riorienta le esportazioni e lavora per ripristinare le infrastrutture danneggiate. Tuttavia, il rischio geopolitico di fondo non è scomparso.
Per i mercati, la distinzione tra disponibilità di greggio e offerta di prodotti raffinati sta diventando sempre più importante. Anche con il Brent intorno ai 100 dollari al barile e il WTI sotto i 99 dollari, le persistenti interruzioni degli oleodotti, la capacità di raffinazione limitata e i mercati del diesel sotto pressione potrebbero mantenere elevati i prezzi dell’energia e accrescere le pressioni inflazionistiche.
In precedenza, avevamo riferito che Trump afferma che la guerra con l’Iran potrebbe essere vicina alla fine.
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