Lo yen raggiunge i massimi da febbraio mentre aumentano le scommesse sui tassi della BOJ

Lo yen raggiunge i massimi da febbraio mentre aumentano le scommesse sui tassi della BOJ
Lo yen sale mentre si rafforzano le aspettative sui tassi della BOJ

​Lo yen giapponese ha raggiunto lunedì il livello più alto da febbraio, prolungando una rapida ripresa che ha portato la valuta oltre il picco raggiunto dopo l’intervento coordinato di Giappone e Stati Uniti. Gli scambi ridotti per le festività hanno amplificato il movimento, ma le crescenti aspettative di una politica più restrittiva da parte della Bank of Japan stanno dando al rally basi interne più solide.

Punti chiave

  • Lo yen si è rafforzato fino all’1,4%, raggiungendo quota 154,06 per dollaro.
  • Le aspettative di un rialzo dei tassi della BOJ sostengono il rimbalzo.
  • Il Giappone ha speso circa 27.100 miliardi di yen per gli interventi quest’anno.

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Lo yen si è rafforzato fino all’1,4%, raggiungendo quota 154,06 per dollaro, dopo essere sceso a 160,39 la scorsa settimana. Il superamento di quota 155 ha accelerato la domanda di valuta giapponese, un livello attentamente monitorato dopo i precedenti episodi di intervento, secondo Bloomberg.

Le aspettative sui tassi ridisegnano le prospettive dello yen

L’ultimo rialzo segna un cambiamento significativo del sentiment, dopo che per settimane gli investitori si sono chiesti se l’intervento sul mercato valutario potesse produrre guadagni duraturi. Le aspettative di un possibile rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan stanno progressivamente sostituendo l’intervento diretto come fonte di sostegno per lo yen.

Le speculazioni su un possibile adeguamento dell’asset allocation da parte del Japan Government Pension Investment Fund hanno aggiunto un’altra potenziale fonte di domanda. Anche il ribilanciamento dei portafogli all’inizio di settembre sembra aver contribuito al movimento.

La rottura al ribasso di quota 155 è stata particolarmente importante per lo yen, poiché in precedenza quel livello aveva fornito supporto al dollaro. Una volta ceduto, l’attività di stop-loss e il posizionamento sulle opzioni hanno contribuito ad accelerare il rialzo dello yen in mercati relativamente poco liquidi.

I mercati delle opzioni segnalano che gli investitori si aspettano oscillazioni valutarie più ampie in vista delle prossime riunioni della BOJ e della Federal Reserve. Gli indicatori di volatilità relativi a tali decisioni sono saliti venerdì ai massimi da gennaio, mentre la domanda di protezione contro un ulteriore apprezzamento dello yen è rimasta elevata.

L’intervento lascia un segno evidente

Il rally segue gli straordinari sforzi di Tokyo per stabilizzare la propria valuta. Il Giappone ha effettuato interventi per un totale di circa 11.730 miliardi di yen ad aprile e maggio, seguiti da un’ulteriore operazione da 15.400 miliardi di yen a fine luglio, quando anche gli Stati Uniti hanno partecipato a un’azione coordinata.

Un intervento complessivo di circa 27.100 miliardi di yen, pari a circa 175 miliardi di dollari, rappresenta il maggiore importo annuale mai registrato, superando i 20.400 miliardi di yen impiegati nel 2003. L’operazione coordinata con Washington è stata la prima dei due Paesi a sostenere lo yen dal 1998.

Queste azioni hanno influito anche sulle riserve valutarie del Giappone. Le riserve sono diminuite del 6,18% ad agosto, passando da 1287 miliardi di dollari a luglio a 1207 miliardi di dollari, segnando il quarto calo mensile consecutivo e la più forte diminuzione percentuale dall’inizio delle serie storiche comparabili del ministero nel 2000.

Uno yen più forte cambia gli equilibri del mercato

L’ultimo movimento è importante perché lo yen sta ora ricevendo sostegno da fattori che vanno oltre l’intervento ufficiale. Un cambiamento nelle aspettative sulla BOJ, i flussi di portafoglio e il posizionamento tecnico potrebbero rendere l’apprezzamento più duraturo, se la politica monetaria giapponese continuerà ad allontanarsi da anni di tassi ultra-bassi.

Per i mercati globali, una forza persistente dello yen può inoltre mettere sotto pressione i popolari carry trade finanziati con la valuta giapponese a basso costo. Dopo aver raggiunto il minimo degli ultimi 40 anni, a 163,98 per dollaro il 23 luglio, il movimento verso quota 154 rappresenta una significativa inversione e aumenta la possibilità di ulteriore volatilità in vista delle prossime decisioni della BOJ e della Fed.

Come riportato in precedenza, i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi salgono ai massimi da 30 anni mentre aumentano le aspettative sui tassi.

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