Il PMI debole dell’eurozona sostiene il dollaro e aumenta i rischi di ribasso per EUR/USD

Il PMI debole dell’eurozona sostiene il dollaro e aumenta i rischi di ribasso per EUR/USD
EUR/USD sotto pressione per la debolezza economica

​EUR/USD scambia intorno a 1,1200 il 23 ottobre e continua a subire pressioni dopo un nuovo tentativo fallito di consolidarsi sopra 1,1240–1,1250. Sul grafico orario, la coppia è scesa sotto le principali medie mobili, concentrate per lo più nell’area 1,1210–1,1230.

EUR/USD previsione del prezzo
24H 0.1%
1,1171
48H 0.04%
1,1164
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Prezzo attuale: 1,116 $ -0.003100 0.28%
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Il rallentamento dell’eurozona pesa ulteriormente sull’euro

Un’ulteriore pressione sull’euro è arrivata dagli indici preliminari sull’attività economica nell’eurozona diffusi oggi, che hanno confermato un rallentamento della crescita economica all’inizio del quarto trimestre. Secondo i dati preliminari di S&P Global, il PMI composito dell’eurozona è sceso da 53,1 a 51,9 in ottobre, contro le attese di 52,7, toccando il livello più basso degli ultimi quattro mesi.

Il deterioramento è stato particolarmente evidente in Francia, dove l’indice composito è sceso da 51,1 a 48,4, tornando in territorio di contrazione. Il PMI dei servizi è calato a 48,4, contro una previsione di 50,7, mentre il PMI manifatturiero si è attestato a 49,3, anziché al 50,5 atteso. La situazione in Germania appare più resiliente: l’indice manifatturiero è salito da 53,9 a 54,2, ma il PMI dei servizi è sceso da 52,9 a 51,7 e l’indice composito è calato a 52,8.

I rendimenti dei bond francesi alimentano i timori economici

Anche la situazione sul mercato obbligazionario europeo resta difficile. In precedenza, il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni aveva raggiunto circa il 5,14%, il livello più alto degli ultimi 24 anni, tra problemi di bilancio, incertezza politica e timori sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.

La situazione economica negli Stati Uniti resta relativamente più resiliente e continua a sostenere il dollaro. I dati pubblicati il 22 ottobre hanno mostrato un calo delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione a 194,000, da 200,000 della settimana precedente, confermando l’assenza di un significativo deterioramento del mercato del lavoro.

Oggi l’attenzione si sposta sui dati preliminari statunitensi del PMI, con le previsioni che indicano una tenuta relativamente robusta dell’attività manifatturiera e dei servizi, oltre che sull’indice definitivo di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan e sulle aspettative di inflazione dei consumatori.

Le resistenze chiave limitano il potenziale di recupero

Pertanto, il quadro fondamentale non offre ancora motivi convincenti per una ripresa duratura di EUR/USD, ma al momento non ci sono neppure ragioni per un calo più profondo. Restano comunque elevati i rischi di discesa verso 1,1160–1,1120. Una rottura della resistenza a 1,1260 porterebbe la coppia a salire verso 1,1300–1,1330, ma un ulteriore recupero dell’euro, come indicato in EUR/USD sotto pressione tra divergenze macroeconomiche e prospettive delle banche centrali, potrebbe ancora essere sfruttato come opportunità di vendita.

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