L’economia tedesca prolunga la ripresa grazie alla spinta delle esportazioni

L’economia tedesca prolunga la ripresa grazie alla spinta delle esportazioni
La crescita tedesca supera le stime mentre le esportazioni rimbalzano

​L’economia tedesca è cresciuta più del previsto inizialmente nel secondo trimestre, prolungando una ripresa che sta iniziando a consolidarsi dopo anni di debole attività. Le esportazioni hanno fornito il principale impulso, mentre gli investimenti contenuti hanno mostrato che la ripresa rimane disomogenea.

Punti chiave

  • Il PIL tedesco è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre.
  • Le esportazioni sono aumentate del 2%, superando la crescita delle importazioni.
  • Gli investimenti fissi sono diminuiti dello 0,2%.
  • Il PIL è stato superiore dell’1% rispetto a un anno prima.

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Il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, contro una stima iniziale dello 0,2%, secondo i dati riportati da Bloomberg e confermati dall’Ufficio federale di statistica tedesco. La crescita del primo trimestre è stata rivista allo 0,4%, portando l’economia a registrare tre trimestri consecutivi di espansione per la prima volta dalla pandemia.

Le esportazioni guidano la ripresa

Il commercio estero è stato la fonte di forza più evidente. Le esportazioni tedesche di beni e servizi sono aumentate del 2% rispetto al primo trimestre, mentre le importazioni sono cresciute dell’1,5%. Le sole esportazioni di beni sono salite del 2,6% e il commercio netto ha contribuito per 0,2 punti percentuali alla crescita trimestrale del PIL.

Anche il settore manifatturiero ha mostrato segnali di miglioramento. Il valore aggiunto del settore è aumentato dello 0,9% su base trimestrale, sostenuto dai comparti chimico ed elettrico. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, la produzione manifatturiera è cresciuta dell’1,1%, registrando il primo aumento annuo dal primo trimestre del 2023.

La domanda interna è stata meno convincente. I consumi privati e la spesa pubblica sono aumentati entrambi solo dello 0,1%. Gli investimenti fissi sono diminuiti dello 0,2%, penalizzati dal calo dell’1,4% della spesa per macchinari, attrezzature e veicoli. Gli investimenti nelle costruzioni sono aumentati marginalmente dello 0,1%.

I dati evidenziano una vulnerabilità ben nota della principale economia europea. La ripresa continua a dipendere fortemente dalla domanda estera, anziché da una ripresa generalizzata della spesa delle famiglie e degli investimenti aziendali.

La ripresa prende slancio, ma i rischi restano

I dati più solidi dimostrano che la Germania si sta lasciando alle spalle la stagnazione che ha caratterizzato gran parte degli ultimi anni. Il governo sta sostenendo l’attività attraverso maggiori spese per infrastrutture e difesa, mentre la coalizione del cancelliere Friedrich Merz sta portando avanti modifiche a imposte, pensioni e regolamentazione con l’obiettivo di migliorare le condizioni per gli investimenti.

Tuttavia, la ripresa è tutt’altro che sicura. L’aumento dei costi energetici e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare ostacoli, mentre livelli eccezionalmente bassi delle acque del Reno minacciano il trasporto industriale e potrebbero indebolire lo slancio nel terzo trimestre.

Anche il mercato del lavoro invita alla cautela. Nel secondo trimestre la Germania contava circa 45,7 milioni di occupati, 212.000 in meno rispetto a un anno prima. Tuttavia, la produttività per ora lavorata è aumentata dell’1,5%.

La Germania continua inoltre a rimanere indietro rispetto all’economia europea nel suo complesso. Il PIL dell’UE è cresciuto dello 0,5% su base trimestrale, contro lo 0,3% della Germania, mentre la Spagna è cresciuta dello 0,7%.

Gli ultimi dati segnano quindi un progresso significativo, non un ritorno a una crescita rapida. L’aumento delle esportazioni e della produzione manifatturiera sta ricostruendo lo slancio, ma investimenti e consumi dovranno rafforzarsi affinché la ripresa diventi autosufficiente.

In precedenza abbiamo evidenziato che la produzione manifatturiera tedesca aumenta grazie alla maggiore produzione automobilistica.

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