Bitcoin sotto i 70.000 dollari: perché il mercato delle criptovalute è crollato
Il Bitcoin è sceso sotto i 70.000 dollari e sembra che il sell-off non sia ancora finito. A prima vista, potrebbe sembrare una tipica correzione, ma troppi segnali indicano uno scenario più negativo. La domanda chiave ora è se il declino si fermerà presto o se il mercato potrebbe scendere ancora.
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Il calo del mercato guidato dal Bitcoin
Questa settimana il Bitcoin ha toccato il livello più basso dall'ottobre 2024. Per un momento sembrava che la flessione fosse finita e che il mercato stesse iniziando a riprendersi. Ma il 5 febbraio il calo è ripreso e al momento in cui scriviamo il BTC è scambiato intorno ai 67.000 dollari. Il mercato è nervoso e gli acquirenti sono ancora riluttanti a intervenire e a "comprare il ribasso".
Il movimento è stato brusco e quasi ininterrotto: dopo ogni piccolo rimbalzo, il prezzo è tornato rapidamente a scendere. Nei mercati dei derivati, ciò si è rapidamente trasformato in una catena di liquidazioni che ha solo accelerato il sell-off.
Allo stesso tempo, anche le altre criptovalute della top-5 sono scivolate. Al momento in cui scriviamo, Ethereum è scambiato leggermente sotto i 2.000 dollari, BNB è a 660 dollari, XRP è a 1,3 dollari e Solana è a 85 dollari. Un calo così ampio di solito significa che il mercato è in modalità "prima vendere, poi spiegare" e l'attenzione si sposta nuovamente sul Bitcoin come principale punto di riferimento.
Perché il mercato delle criptovalute è crollato
Alcune delle ragioni alla base del calo sono già chiare e non si limitano a fattori specifici delle criptovalute. Gli analisti notano che l'attuale movimento sembra rientrare in un più ampio contesto di riduzione del rischio, in quanto gli investitori si ritirano dagli asset rischiosi a causa della crescente incertezza sui mercati globali. Il sentimento del mercato riflette questo cambiamento: il Crypto Fear & Greed Index è sceso a 12, in territorio di "paura estrema".
Un altro fattore è la pressione proveniente dal mercato statunitense. Durante il sell-off delle azioni statunitensi, le criptovalute si sono mosse in sincronia: non solo gli asset digitali sono scesi, ma anche i titoli azionari legati alle criptovalute sono diminuiti. Ad esempio, le azioni di Coinbase hanno chiuso in calo del 6,14%, rafforzando l'effetto "contagio" - quando gli investitori vendono tutto ciò che è legato al rischio.
Infine, i livelli tecnici e l'attività dei derivati hanno giocato un ruolo importante. Dopo un rimbalzo fallito, il Bitcoin ha perso nuovamente il supporto, innescando un'ondata di liquidazioni lunghe. Il totale delle liquidazioni di criptovalute ha superato i 654 milioni di dollari in sole 24 ore, di cui circa 272 milioni provenienti da posizioni in BTC. Secondo gli analisti, un'ulteriore pressione è stata esercitata dai flussi in uscita dagli ETF, che in momenti come questo diventano un'altra fonte di vendita.
Cosa aspettarsi in seguito
Uno scenario in cui il mercato scende ulteriormente sembra ancora molto realistico - e molti esperti lo dicono apertamente. Il trader veterano Peter Brandt ritiene che il calo non sia ancora finito e che l'attuale azione dei prezzi assomigli a una pressione di vendita sostenuta piuttosto che a una mossa di panico una tantum. A suo avviso, il mercato non mostra ancora alcun segno di rimbalzo, nemmeno modesto, il che suggerisce che gli acquirenti non sono pronti a intervenire a questi livelli.
Secondo le sue stime, il Bitcoin potrebbe presto scendere sotto i 64.000 dollari. L'esperto osserva inoltre che la pressione di vendita è visibile tra i grandi operatori: a gennaio i minatori hanno aumentato la distribuzione di BTC, mentre i saldi dell'ETF Bitcoin sono scesi a 1,27 milioni di BTC da 1,29 milioni all'inizio dell'anno.
Uno scenario più ribassista viene discusso anche dagli analisti della catena. Ad esempio, GugaOnChain evidenzia una potenziale zona di fondo nell'intervallo 54.600-55.000 dollari. Questa potrebbe essere l'area in cui il mercato passa dalla capitolazione all'accumulazione.
Cautela nell'incertezza
Per ora, il mercato rimane in modalità cauta: Il Bitcoin si è spostato ben al di sotto dei 70.000 dollari e l'intero settore delle criptovalute lo ha seguito. I prossimi giorni saranno cruciali: gli investitori osserveranno con attenzione se la domanda inizierà a tornare e se la catena di bruschi sell-off si interromperà finalmente, o se la pressione di vendita continuerà.
I rischi rimangono elevati: alcuni esperti si aspettano ancora un ulteriore ribasso e i livelli di target variano ampiamente: da un movimento al di sotto dei 64.000 dollari a un calo più profondo verso i 55.000 dollari. La conclusione è semplice: il mercato non ha ancora dato un chiaro segnale della fine del sell-off, e la cautela sembra ancora più ragionevole che cercare di indovinare il fondo esatto.
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