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Per anni le banche hanno considerato le stablecoin una potenziale minaccia per depositi e pagamenti. Ora JPMorgan e alcuni dei maggiori istituti di credito al mondo stanno valutando l'emissione di stablecoin proprie. Che cosa è cambiato?
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
JPMorgan ha recentemente valutato la possibilità di lanciare una stablecoin, sebbene le discussioni siano ancora preliminari e al momento non sia in fase di sviluppo alcun prodotto. La possibilità è sorprendente perché la maggiore banca statunitense dispone già di una propria infrastruttura blockchain e di una versione digitale dei depositi bancari, JPM Coin. La divisione blockchain Kinexys elabora ogni giorno transazioni per miliardi di dollari.
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Perché, dunque, creare un'altra forma di dollaro digitale? La risposta potrebbe avere meno a che fare con ciò di cui JPMorgan ha bisogno oggi e più con la direzione verso cui potrebbero dirigersi i suoi clienti, i concorrenti e il mercato dei pagamenti nel suo complesso.
JPM Coin e una stablecoin possono sembrare simili. Entrambe trasferiscono dollari su una blockchain e possono consentire pagamenti 24 ore su 24, ma esiste una differenza importante in ciò che rappresentano questi dollari digitali.
JPM Coin è un deposito tokenizzato. Il denaro rimane depositato presso JPMorgan, mentre il token offre un modo per trasferirlo e regolarlo onchain. JPMorgan ha lanciato il token denominato in dollari sulla rete Base di Coinbase nel 2025 e prevede di estenderlo alla Canton Network.
Le stablecoin sono progettate per circolare più liberamente. Possono spostarsi tra wallet, exchange e applicazioni su reti blockchain pubbliche, invece di rimanere all'interno del sistema di depositi di una singola banca. Per JPMorgan, ciò potrebbe consentire l'accesso a parti dell'economia blockchain che JPM Coin attualmente non raggiunge.
JPMorgan ha iniziato a costruire infrastrutture blockchain più di dieci anni fa, ha introdotto JPM Coin nel 2019 e in seguito ha riunito le proprie attività blockchain sotto Kinexys. Ciò che inizialmente operava soprattutto all'interno di reti istituzionali controllate si è gradualmente avvicinato ai mercati delle blockchain pubbliche.
Questo cambiamento ha subito un'accelerazione. JPM Coin è ora disponibile su Base, mentre Kinexys supporta anche fondi tokenizzati e altri asset su reti pubbliche e private. La banca sta collegando sempre più i prodotti finanziari tradizionali a un'infrastruttura un tempo associata soprattutto alle crypto.
Il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, ha tuttavia messo in dubbio la necessità delle stablecoin per i clienti, dato che esistono già altre opzioni di pagamento. Parlando lo scorso anno, ha inoltre riconosciuto che la banca non poteva ignorare le fintech che competono nei pagamenti, nei conti e nei programmi fedeltà.
«Il modo per essere consapevoli è essere coinvolti», ha dichiarato Dimon. «Saremo parte di questo settore e impareremo molto».
Un cambiamento importante è arrivato dalla regolamentazione. Il GENIUS Act, convertito in legge nel 2025, ha creato un quadro federale per le stablecoin di pagamento, compresi i requisiti che impongono agli emittenti di mantenere riserve a copertura dei token emessi.
Le banche hanno ancora motivi per essere prudenti. Le stablecoin possono competere non solo per l'attività di pagamento, ma anche per i depositi, soprattutto se ai clienti vengono offerti incentivi per detenerle sulle piattaforme crypto. Questo tema è diventato uno dei principali punti di disaccordo tra banche e industria crypto nel dibattito di quest'anno sul CLARITY Act.
A maggio Dimon si è unito a questo confronto, sostenendo che le società crypto non dovrebbero poter offrire prodotti simili a depositi remunerati senza tutele equivalenti. Allo stesso tempo, JPMorgan stava valutando la possibilità di emettere eventualmente una propria stablecoin.
La concorrenza si sta estendendo anche oltre i maggiori emittenti di stablecoin. Società di pagamento, asset manager e altri gruppi finanziari stanno esplorando come integrare le stablecoin nelle proprie attività, coinvolgendo un numero crescente di società finanziarie tradizionali nei pagamenti basati su blockchain e nei dollari digitali.
JPMorgan non è sola. Più di una dozzina di istituzioni finanziarie, tra cui Bank of America, Wells Fargo e Santander, stanno portando avanti un'iniziativa globale sulle stablecoin, inizialmente incentrata sul dollaro, a cui seguiranno l'euro e potenzialmente altre valute del G7.
Il cambiamento coinvolge anche gli istituti di credito più piccoli. Questa settimana, 39 associazioni bancarie statali hanno annunciato la BankChain Alliance, una rete blockchain di proprietà del settore prevista per il 2027, che potrebbe supportare stablecoin insieme a depositi tokenizzati, regolamento automatizzato e altri servizi bancari.
I depositi tokenizzati risolvono già molti dei problemi che le banche stanno cercando di affrontare. Possono essere trasferiti 24 ore su 24, supportare pagamenti programmabili e regolare transazioni onchain, pur rimanendo denaro di una banca commerciale. La stessa JPMorgan presenta JPM Coin come un'alternativa alle stablecoin per i clienti istituzionali.
Le stablecoin hanno un vantaggio in altri ambiti. Sono ampiamente utilizzate nei mercati crypto e sempre più nei pagamenti transfrontalieri, dove la possibilità di trasferirle tra piattaforme e controparti può essere più importante del mantenimento di un deposito bancario tradizionale. I depositi tokenizzati restano più concentrati nella gestione della tesoreria aziendale e nelle transazioni che coinvolgono clienti della stessa banca o rete bancaria.
Le aziende potrebbero alla fine desiderare elementi di entrambe le soluzioni. Un sondaggio EY-Parthenon ha rilevato che il 68% delle società non finanziarie intervistate preferirebbe che la stablecoin utilizzata fosse emessa da una banca, mentre il 63% preferirebbe accedere ai servizi in stablecoin attraverso i propri rapporti bancari esistenti.
La distinzione tra i due ambiti sta inoltre diventando meno netta. Le società crypto cercano uno status regolamentare simile a quello bancario proprio mentre le banche si spostano ulteriormente sulle blockchain pubbliche.
Le stablecoin sono nate come strumento per trasferire dollari digitali senza affidarsi alle banche tradizionali. Le valutazioni di JPMorgan indicano una possibilità diversa: se i clienti vorranno sempre più dollari trasferibili tra blockchain, le banche potrebbero decidere di emettere direttamente quei dollari.