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Ma abbiamo salvato tutto 🙂.
Durante il fine settimana, la borsa di criptovalute MEXC si è trovata al centro del panico degli utenti. Una serie di post virali sui social media che denunciavano problemi di prelievo ha innescato una reazione a catena: gli utenti hanno iniziato a ritirare in massa i loro fondi tra i timori di una possibile contrazione della liquidità. Secondo vari media e rapporti di analisi, i deflussi totali in un breve periodo hanno raggiunto una cifra compresa tra 2,3 e 5,5 miliardi di dollari. L'incidente ha inferto un duro colpo alla reputazione di MEXC, a lungo considerata una delle piattaforme di trading più stabili del mercato.
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Su X ha scritto che la borsa lo ha accusato di "attività sospette" solo dopo aver guadagnato oltre 5 milioni di dollari in tre mesi. "Il mio unico reato ipotizzabile? Ero troppo redditizio", ha detto, aggiungendo che MEXC gli ha detto che il "processo di revisione" poteva richiedere fino a un anno - "un modo conveniente per tenere i miei soldi in ostaggio a tempo indeterminato".
In post successivi, The White Whale ha descritto una telefonata di un'ora con Cecilia Hsueh, rappresentante di MEXC, che ha ammesso che il "sistema di controllo del rischio" della borsa è rotto, ma ha confermato che i suoi fondi erano ancora sotto esame. Mentre i dirigenti della MEXC hanno in seguito rilasciato delle scuse pubbliche, il trader ha dichiarato che il suo denaro "non è ancora stato rilasciato".
La sua storia si è diffusa rapidamente su X con l'hashtag #FreeTheWhiteWhale, alimentando crescenti dubbi sulla liquidità e sulla trasparenza di MEXC. Un caso di alto profilo è stato sufficiente a scatenare un'ondata di ritiri da parte degli utenti: un esempio da manuale di come, nell'era post-FTX, anche un accenno di instabilità possa innescare una vera e propria crisi di fiducia.
MEXC ha spiegato che alcune transazioni sono state temporaneamente sospese a causa di avvisi di "attività anomala", ma non ha fornito ulteriori dettagli. La comunicazione vaga non è servita a tranquillizzare la comunità: anche gli utenti che non avevano avuto problemi a prelevare hanno iniziato a spostare i fondi "per sicurezza". La maggior parte dei resoconti si riferiva a casi isolati di ritardi che, sotto un'intensa pressione informativa, hanno creato un classico effetto di bank-run, quando il panico stesso diventa la forza trainante del rischio.
Secondo la Proof of Reserves aggiornata di MEXC, la copertura dei principali asset supera il 100% - circa il 129% per USDT, il 128% per USDC, il 125% per BTC e il 105% per ETH. La direzione ha riconosciuto che l'incidente del blocco del conto è stato causato da un errore di revisione interna e si è nuovamente scusata con gli utenti. La MEXC si è impegnata a migliorare le procedure di identificazione e assistenza dei clienti per evitare situazioni simili in futuro.
La borsa ha inoltre annunciato un aggiornamento del sistema Merkle Tree Proof of Reserves e la preparazione di un audit indipendente, che consentirà agli utenti di verificare che i loro asset siano pienamente riflessi nelle riserve complessive della piattaforma. Secondo la società, queste misure mirano a "migliorare la trasparenza e ridurre il rischio di panico del mercato".
Secondo i rapporti analitici di CoinGape, i volumi di prelievo da MEXC hanno raggiunto i livelli più alti dal 2023. Pur continuando a operare normalmente, la borsa si trova ora ad affrontare un intenso controllo del mercato, dove anche piccoli ritardi o aggiustamenti delle politiche attirano rapidamente l'attenzione della comunità.
Il caso MEXC ha sottolineato ancora una volta una semplice verità del settore delle criptovalute: la reputazione ha lo stesso peso della tecnologia. Quando gli utenti iniziano a dubitare della trasparenza di una piattaforma, anche gli operatori più forti possono trovarsi rapidamente in una zona a rischio.