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Ma abbiamo salvato tutto 🙂.
L'industria delle criptovalute vive di nuove idee. Decentralizzazione, DAO, governance comunitaria: tutto questo è stato pensato per contrapporsi alle istituzioni finanziarie tradizionali. Ma quando sono in gioco miliardi, anche i protocolli più "liberi" iniziano a comportarsi come aziende.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
Questo è esattamente ciò che sta accadendo ora con Uniswap, il più grande exchange decentralizzato del mondo, che per la prima volta in cinque anni si sta preparando a condividere i profitti con i suoi detentori di token. Il suo fondatore, Hayden Adams, ha proposto di attivare il tanto atteso switch delle commissioni, una funzione incorporata nel codice del protocollo già nel 2020 ma rimasta inalterata per anni.
L'idea è semplice: una parte delle commissioni di negoziazione - che attualmente vanno interamente ai fornitori di liquidità (LP) - sarà utilizzata per riacquistare e bruciare i token UNI, riducendo la loro offerta totale. In effetti, questo trasformerebbe l'UNI in un bene che riflette la redditività del protocollo, cosa che i progetti DeFi hanno a lungo evitato a causa dei rischi normativi.
La sola discussione di questi cambiamenti ha scatenato una reazione immediata. L'11 novembre, il token UNI ha subito un'impennata, superando la soglia dei 10 dollari per la prima volta dopo mesi. In seguito, il prezzo è sceso a 8,4 dollari, ma l'interesse degli investitori non è svanito: il mercato ha visto questa proposta non solo come un'altra riforma, ma come l'inizio di un nuovo modello economico per la DeFi.
Attualmente, tutte le commissioni raccolte da Uniswap sono destinate agli LP, ossia agli utenti che forniscono i loro asset ai pool di liquidità. Essi consentono scambi istantanei e peer-to-peer senza intermediari.
Il token UNI, nonostante il suo valore di mercato di un miliardo di dollari, non porta benefici economici diretti: concede solo diritti di voto nel DAO, il sistema di governance decentralizzato di Uniswap.
Gli sviluppatori hanno a lungo evitato di introdurre qualsiasi forma di ricompensa per i detentori di UNI a causa dei rischi legali: negli Stati Uniti, un tale modello potrebbe essere considerato una forma di distribuzione di dividendi, attirando l'attenzione della SEC. Tuttavia, un nuovo ambiente politico - e una posizione più indulgente da parte dell'amministrazione Trump - ha dato a Uniswap più spazio di manovra.
Secondo la proposta, Uniswap reindirizzerà una parte delle sue tariffe verso l'acquisto e la combustione di UNI, riducendo l'offerta complessiva di It. Per la maggior parte dei pool, questa quota sarà pari a un sesto delle tariffe totali e per alcuni fino al 25%. Inoltre, anche i proventi di Unichain, il nuovo livello di sequenziamento delle transazioni di Uniswap, saranno destinati alla combustione.
Ciò significa che, per la prima volta, UNI otterrà un valore reale legato al flusso di entrate del protocollo.
A prima vista, la proposta sembra logica: gli investitori che hanno sostenuto il progetto con il loro capitale vedranno finalmente un ritorno diretto dal suo successo. Ma alcune parti della comunità hanno reagito con cautela. Alcuni fornitori di liquidità sostengono che il nuovo modello ridurrà i loro guadagni, poiché una parte delle commissioni sarà ora destinata al riacquisto dei token.
Altri temono che la ridistribuzione del reddito possa spostare ulteriormente il potere verso i grandi investitori e Uniswap Labs, che già detiene un'influenza significativa nella governance. Il piano propone anche di trasferire parte delle responsabilità del DAO a Labs, l'entità legale che gestisce lo sviluppo principale di Uniswap, una mossa che i critici considerano un passo verso la centralizzazione.
Per molti si tratta di un allontanamento dall'ideale della DeFi, in cui ogni partecipante ha la stessa voce in capitolo.
Nonostante le critiche, la mossa di Adams potrebbe innescare una nuova ondata di innovazione economica nella DeFi. Il meccanismo del buy-and-burn si è già dimostrato efficace: aumenta il valore degli asset finché l'attività genera entrate stabili. Nel caso di Uniswap, la piattaforma ha guadagnato oltre 109 milioni di dollari in commissioni negli ultimi 30 giorni, che potrebbero tradursi in 18-38 milioni di dollari di riacquisti mensili di UNI.
Altri progetti di DeFi, tra cui il gigante del liquid staking Lido da 30 miliardi di dollari, stanno già esplorando meccanismi simili.
Se il nuovo modello di Uniswap avrà successo, potrebbe stabilire un nuovo standard, in cui i token di governance si trasformano da voti simbolici in attività finanziarie a tutti gli effetti.
L'attivazione dell'interruttore delle commissioni è più di un aggiornamento tecnico: è un punto di svolta per la finanza decentralizzata. La DeFi si sta spostando dall'ideale romantico dei "protocolli liberi" a un sistema maturo in cui ognuno ha un ruolo, un rischio e una parte delle ricompense.
Anche se questa evoluzione suscita dibattiti, se l'equilibrio tra idealismo ed economia aiuta i protocolli a durare, forse questa è la forma più autentica di decentralizzazione, quella che sopravvive.