Azimut chiude il primo round del fondo da 100 milioni per il credito all’agroalimentare del Mezzogiorno

Azimut chiude il primo round del fondo da 100 milioni per il credito all’agroalimentare del Mezzogiorno
Credito e crescita al Sud

Secondo Il Sole 24 Ore, Azimut ha annunciato ieri il primo closing del fondo di direct lending “Azimut Agrifood Mezzogiorno Sca Sicav Raif”, uno strumento di credito alternativo pensato per sostenere investimenti e crescita delle imprese agroalimentari, con un focus prevalente sulle regioni del Sud Italia. L’operazione parte con un closing da 70 milioni di euro, mentre l’obiettivo di raccolta complessivo è fissato a 100 milioni. La struttura punta a coprire fabbisogni di capitale a medio-lungo termine lungo la filiera, anche in ottica di sviluppo territoriale e criteri Esg.

In evidenza

  • Azimut ha chiuso il primo round del fondo di private debt per il settore agroalimentare del Mezzogiorno raccogliendo 70 milioni di euro su un target di 100 milioni.
  • Il fondo, sostenuto da Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale come anchor investor, erogherà bond, minibond e prestiti diretti a Pmi, Mid-Cap e Large-Cap nel Sud Italia.
  • Azimut stima oltre 220 aziende target nel Sud Italia e pone enfasi su criteri di sostenibilità ambientale e sociale in linea con l’Articolo 8 Sfdr.

Struttura del fondo e obiettivo di raccolta

Il fondo è stato presentato come uno strumento di private debt e direct lending dedicato al comparto agroalimentare, indicato dai promotori come una delle eccellenze italiane più riconosciute. Il primo closing è pari a 70 milioni di euro ed è stato guidato da Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale, entrambi in qualità di anchor investor. Secondo quanto riferito da Azimut, l’iniziativa continua a registrare l’interesse di investitori istituzionali. Il target di raccolta complessivo resta fissato a 100 milioni di euro.

Destinatari, strumenti di debito e perimetro della filiera

Il Fondo intende contribuire alle esigenze di capitale a medio-lungo termine delle imprese agroalimentari e della relativa filiera, sostenendone la crescita nelle diverse fasi del ciclo di vita. Il focus operativo è su Pmi, Mid-Cap e Large-Cap con sede nelle regioni del Sud Italia, oppure su progetti di investimento localizzati negli stessi territori. Gli interventi avverranno tramite strumenti di debito, come bond, minibond e prestiti diretti. L’obiettivo dichiarato è anche stimolare lo sviluppo locale, con ricadute positive sulla collettività e sull’economia dei territori.

Sostenibilità Sfdr e attese su investimenti e occupazione

Azimut stima che oltre 220 aziende meridionali soddisfino i requisiti per essere target ideali del Fondo, un numero destinato a crescere ampliando l’analisi all’intera filiera. Nel perimetro esteso rientrano, ad esempio, produttori di fertilizzanti, mangimi e attrezzature legate alla trasformazione dei prodotti agroalimentari. Il Fondo dichiara una marcata attenzione verso imprese impegnate su obiettivi concreti di sostenibilità ambientale e sociale, in linea con l’Articolo 8 della regolamentazione Sfdr. Il ceo del Gruppo Azimut, Giorgio Medda, ha affermato che l’iniziativa mira a coniugare rendimenti finanziari e sviluppo territoriale, puntando a innescare un circuito di crescita sostenibile e nuova occupazione.

In una nostra precedente analisi abbiamo riportato i risultati 2025 di Callipo e il piano da 15 milioni di euro di nuovi investimenti per consolidare la crescita, tra spinta della Gdo ed export in aumento. Nell’articolo evidenziavamo anche il rafforzamento della capacità produttiva a Maierato e la creazione di un nuovo reparto di confezionamento a San Pietro Lametino, come leva industriale sul territorio calabrese.

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