Federterme prevede ricavi in aumento nel 2026 e sollecita la riforma della legge quadro

Federterme prevede ricavi in aumento nel 2026 e sollecita la riforma della legge quadro
Federterme spinge la riforma

Il termalismo italiano punta a consolidare la crescita dopo un 2025 chiuso in aumento, ma chiede interventi regolatori e sostegni mirati per non frenare gli investimenti. In un’intervista e nelle dichiarazioni riportate da Federterme Confindustria, il nuovo presidente Renzo Iorio indica come priorità la calendarizzazione in Parlamento della riforma della legge quadro sulle terme, oltre a misure per le aziende nelle aree interne e un accordo aggiornato con le Regioni sui rimborsi delle prestazioni.

In evidenza

  • Federterme prevede per il 2026 ricavi in aumento del 5-7%, dopo un fatturato diretto stimato oltre 1.350 milioni di euro nel 2025.
  • Si segnala urgenza nella riforma della legge quadro e nel rinnovo dell’accordo con le Regioni per tutelare redditività, soprattutto per le aziende nelle aree interne.
  • La wellness economy rappresenta un mercato globale di circa 150 miliardi di dollari con crescita annua del 9%, trainando interesse di fondi e investitori nel settore termale italiano.

Previsioni 2026 e numeri del settore

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, Federterme stima per il 2026 un consolidamento della crescita, con ricavi attesi in aumento del 5-7% nonostante la complessa situazione internazionale. Iorio ritiene l’obiettivo raggiungibile rafforzando la comunicazione sui benefici di benessere psico-fisico legati alle acque termali e valorizzando le attività “core”. Nel 2025 il comparto ha registrato un fatturato complessivo di 1.269 milioni di euro, in crescita dell’8% sull’anno precedente, mentre considerando l’indotto il giro d’affari arriva a circa 5 miliardi. Per quest’anno, secondo le previsioni del presidente, il fatturato diretto dovrebbe superare 1.350 milioni di euro, pur con potenzialità giudicate più elevate.

Secondo i dati dell’Ufficio studi di Federterme, in Italia sono attivi circa 320 stabilimenti termali con poco più di 12mila addetti, in maggioranza donne. Gli hotel con stabilimento termale offrono quasi 26mila posti letto e la permanenza media è di 3,3 giorni, includendo sia soggiorni brevi per il benessere sia cicli di cure da 7-12 giorni. Il segmento delle cure a carico del Ssn vale nel 2025, secondo la Ragioneria generale dello Stato, 110 milioni di euro, con una leggera crescita sul 2024. Nel programma del presidente rientra anche il consolidamento di fisioterapia e riabilitazione in acqua termale, considerati ambiti con forte potenziale di sviluppo.

Riforme urgenti, costi e iniziative per attrarre domanda

Tra le criticità, Federterme segnala la necessità di un sostegno mirato per molte aziende termali nelle aree interne, con l’obiettivo di favorirne lo sviluppo e rafforzare il sistema nel suo complesso. Iorio definisce urgente la ripresa dell’iter parlamentare dei provvedimenti di riforma della legge quadro sulle terme, oggi fermi, sostenendo che finalizzare le proposte darebbe impulso alla crescita delle imprese e al rilancio delle aziende pubbliche. Sul lato operativo, il presidente richiama anche la pressione dei costi di produzione, in particolare energia e lavoro, che rischiano di erodere la redditività. In questo contesto, viene indicato come prioritario un rapido rinnovo dell’accordo previsto dalla normativa di settore con le Regioni per l’erogazione delle prestazioni termali nel prossimo triennio, per tutelare le imprese e garantire continuità ai servizi sanitari termali.

Federterme vede una leva di sviluppo nella wellness economy, indicata come mercato da circa 150 miliardi di dollari con crescita annua del 9%, e ritiene l’Italia ben posizionata grazie a tradizione, qualità della vita, ambiente e clima. Iorio sottolinea la necessità di coniugare tradizione e innovazione, evidenziando il vantaggio competitivo di strutture spesso più piccole in grado di offrire esperienze personalizzate e relazioni dirette con il cliente. Il presidente segnala inoltre un crescente interesse di fondi e investitori finanziari, letto come conferma dell’attrattività del settore. Sul fronte della promozione internazionale prosegue il progetto Italcares, cofinanziato dal ministero del Turismo, con l’obiettivo 2026 di consolidare la piattaforma e aumentare visibilità, percezione di valore e redditività delle aziende aderenti.

Patrimonio pubblico e ricadute nelle aree interne

Parallelamente, Federterme lavora a una strategia per riattivare il patrimonio pubblico termale, indicato come possibile leva di sviluppo economico e di attrazione turistica soprattutto nelle aree interne. L’iniziativa viene collegata anche alla silver economy, in un contesto di evoluzione demografica e nuovi bisogni di salute che potrebbero ampliare la domanda di cure e servizi legati al benessere. Secondo la linea programmatica illustrata da Iorio, il rafforzamento del posizionamento strategico ed economico del termalismo passa dalla promozione del valore terapeutico delle acque termali come elemento distintivo. In questo quadro, la crescita del comparto viene legata non solo al turismo, ma anche alla capacità di integrare percorsi sanitari e riabilitativi. La combinazione di riforme, promozione e interventi sul patrimonio pubblico viene presentata come un passaggio chiave per sostenere competitività e investimenti nel medio periodo.

In un nostro precedente aggiornamento abbiamo seguito il confronto parlamentare sul decreto bollette e gli emendamenti presentati per ridurre il peso del caro energia. Abbiamo ricostruito le proposte su concessioni idroelettriche e geotermoelettriche, insieme a misure sulla bolletta e sulla produzione nazionale pensate per attenuare l’impatto dei costi su imprese e consumatori.

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