Eni aggiorna il piano al 2030, 5 miliardi l’anno di investimenti e più remunerazione agli azionisti

Eni aggiorna il piano al 2030, 5 miliardi l’anno di investimenti e più remunerazione agli azionisti
Eni: nuovo piano 2030

Eni mette a punto un nuovo piano strategico al 2030, presentato alla comunità finanziaria e descritto dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, puntando su 5 miliardi di investimenti l’anno e su un rafforzamento della remunerazione degli azionisti. La roadmap arriva dopo il deconsolidamento di Plenitude annunciato alla vigilia, indicato come ulteriore conferma della strategia di valorizzazione delle società del gruppo e del modello finanziario per migliorare la generazione di cassa.

In evidenza

  • Eni prevede investimenti annuali di 5 miliardi di euro fino al 2030 e un cash flow operativo atteso di circa 17 miliardi di euro nel 2030.
  • Il piano 2026 propone un dividendo a 1,10 euro per azione, in crescita del 5%, e avvia un buyback di 1,5 miliardi di euro espandibile fino a 4 miliardi di euro.
  • È prevista una cedola straordinaria se il Brent supera $90 al barile o se prezzi gas/margini raffinazione superano del 50% le stime budget.

Piano al 2030, investimenti e obiettivi finanziari

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il piano poggia su cinque pilastri strategici che combinano la coerenza nell’esecuzione e il portafoglio dell’E&P, definito il migliore nella storia dell’azienda, con investimenti in tecnologia e capitale umano. Eni lega l’ulteriore sviluppo dei modelli di business della transizione al deconsolidamento di Plenitude e alla valorizzazione delle società satellite per estrarre valore. Descalzi afferma che il contesto di mercato rimane incerto e volatile e che la coerenza, insieme a esplorazione, capacità di realizzazione e tecnologie, sostiene crescita e resilienza. L’azienda prevede al 2030 una generazione di cassa significativamente maggiore, trainata dalla crescita dei business principali, dalla riduzione dei costi e dal miglioramento delle performance negli altri segmenti. Nel dettaglio, Eni indica un cash flow from operation atteso a circa 17 miliardi di euro nel 2030, con un tasso medio di crescita per azione del 14%.

Remunerazione degli azionisti, dividendo e buyback

La principale novità del piano è il rafforzamento della strategia di remunerazione, articolata su più leve e sostenuta da un nuovo buyback. Per il 2026 Eni propone un dividendo pari a 1,10 euro per azione, indicato in crescita di circa il 5%. Il gruppo avvia inoltre un piano di riacquisto azioni da 1,5 miliardi di euro nell’ambito del programma 2028, con la possibilità di incremento in base agli eventuali aumenti del Cffo. Il buyback può essere portato fino a un massimo di 4 miliardi di euro, come deliberato oggi dal consiglio di amministrazione. Il piano introduce anche un ulteriore upside: è prevista una cedola straordinaria se il Brent supera i 90 dollari al barile, oppure se i prezzi del gas o i margini di raffinazione superano del 50% i livelli previsti dal budget di Eni.

In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo seguito il ritorno di DoValue alla remunerazione degli azionisti, legato al miglioramento di redditività e generazione di cassa. Nell’articolo avevamo riportato la proposta di dividendo da 0,0923 euro per azione e la possibilità di valutare un programma di riacquisto di azioni proprie dopo l’assemblea.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.