Nord Italia, chiuso l’accordo sul prezzo del pomodoro da industria
Secondo quanto riportato da Anicav, è stato chiuso l’Accordo quadro per la campagna di trasformazione del pomodoro nel Bacino Nord Italia, con un prezzo medio di riferimento fissato a 137 euro a tonnellata, inclusi servizi e premialità legate ai tempi di raccolta. L’intesa arriva in un contesto che l’associazione definisce delicato per la competitività internazionale del comparto e viene presentata come un passaggio per preservare l’equilibrio della filiera. Il valore dell’accordo riguarda in particolare la tenuta dei rapporti tra produzione agricola e industria di trasformazione in una delle principali aree italiane del settore.
In evidenza
- L’accordo per la campagna 2024 in Nord Italia fissa il prezzo medio del pomodoro da industria a 137 euro a tonnellata, includendo servizi e premi sulle tempistiche.
- Anicav considera l’intesa un risultato chiave per la stabilità della filiera in un contesto di forte vulnerabilità competitiva internazionale.
- Anicav punta a estendere l’accordo anche al Centro Sud per rafforzare la coesione nazionale nel comparto del pomodoro da industria.
Prezzo di riferimento e contenuti dell’intesa
L’accordo definisce per la campagna di trasformazione del Nord Italia un prezzo medio di riferimento di 137 euro a tonnellata. Nel valore rientrano anche i servizi e le premialità connesse ai tempi di raccolta. Anicav indica l’intesa come un risultato rilevante per la tutela della filiera del pomodoro da industria e per la salvaguardia della sua centralità economica.
Bruna Saviotti, coordinatrice del Comitato territoriale del Bacino Nord di Anicav, afferma che il negoziato è stato molto complesso e segnato da tensioni e difficoltà. Secondo Saviotti, nella fase finale ha prevalso il senso di responsabilità delle parti coinvolte. La rappresentante dell’associazione aggiunge che l’accordo mette al centro la qualità che caratterizza le produzioni del bacino.
Impatto sulla filiera e nodo Centro Sud
Per il comparto del pomodoro da industria, l’intesa nel Nord rappresenta un elemento di stabilizzazione in una fase che il settore considera di forte vulnerabilità sul piano competitivo internazionale. Marco Serafini, presidente di Anicav, sostiene che la coesione sia l’unica risposta possibile in questo scenario per una filiera di rilievo nazionale. Il richiamo è a una gestione unitaria del settore, pur con differenze operative tra i diversi bacini di trasformazione.
Anicav segnala inoltre la necessità di recuperare il dialogo di filiera anche nel Centro Sud. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla definizione di un accordo anche in quell’area, così da estendere il quadro negoziale all’intero comparto nazionale. Secondo Serafini, il pomodoro da industria italiano resta una realtà unitaria che va letta e governata nella sua complessità, nel rispetto delle specificità territoriali.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato il nuovo punto di accordo raggiunto al tavolo del Latte al Masaf per il rinnovo dell’intesa tra produttori e trasformatori. Il confronto, sostenuto da incontri istituzionali, è stato presentato come un passaggio volto a dare continuità ai rapporti di filiera e a rafforzare la stabilità operativa del comparto, pur senza dettagli economici resi noti.
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