Aiip chiede un piano di emergenza per reti e data center in Italia
Aiip, l'Associazione italiana internet provider, chiede al governo l'apertura immediata di un tavolo di crisi interministeriale e la definizione di un piano di emergenza digitale nazionale, secondo una lettera inviata a Palazzo Chigi e ai ministeri competenti. L'associazione lega la richiesta al peggioramento del contesto geopolitico ed energetico internazionale e avverte che eventuali misure straordinarie sui consumi energetici potrebbero colpire infrastrutture digitali strategiche. Il tema riguarda non solo operatori tlc e data center, ma la continuità operativa di servizi essenziali per il sistema Paese.
In evidenza
- Aiip sollecita il governo italiano a definire un piano di emergenza nazionale per garantire la continuità energetica di reti di comunicazione, cloud e data center.
- L'associazione chiede di ampliare la protezione oltre i singoli punti di consegna energetica, includendo cabine, linee, gruppi elettrogeni e logistica dei ricambi in tutta la filiera digitale.
- Aiip avverte che interruzioni energetiche colpirebbero l'intera economia digitale italiana, con rischi ampliati in un contesto di incertezza geopolitica e industriale.
Richiesta di coordinamento per la continuità energetica
Aiip afferma che la resilienza del sistema digitale nazionale non può dipendere da decisioni non coordinate o da classificazioni incomplete delle utenze da salvaguardare. Nella lettera, firmata dal presidente Giuliano Claudio Peritore e dal vicepresidente Giovanni Zorzoni, l'associazione sostiene che non basta più proteggere singoli punti sensibili della rete elettrica. Secondo Aiip, serve invece una messa in sicurezza dell'intera catena che sostiene reti di comunicazione, cloud e data center. L'associazione richiama il rischio di limitazioni di potenza, distacchi selettivi e priorità nei rifornimenti di carburante in caso di emergenza energetica. In questo scenario, chiede che il governo definisca procedure preventive per assicurare continuità alle infrastrutture digitali. La richiesta si rivolge alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al sottosegretario Alessio Butti, al ministro Adolfo Urso e al ministro Gilberto Pichetto Fratin.Dal nodo dei Pod a una protezione estesa della filiera
Aiip ricorda di avere già sollevato il tema nel dicembre 2022, quando aveva chiesto un tavolo tecnico per predisporre una whitelist dei Pod che alimentano il sistema tlc. L'associazione riferisce di avere ribadito il punto anche nel settembre 2023, ma ora giudica insufficiente la sola tutela dei punti di distribuzione dell'energia. Il nuovo appello amplia quindi il perimetro dell'intervento richiesto. Secondo Aiip, la protezione deve includere cabine, linee, rami di rete, gruppi elettrogeni e disponibilità di gasolio. L'associazione cita inoltre la logistica dei ricambi, le sale di controllo, l'accessibilità dei siti e i tempi di ripristino come elementi da presidiare. In questa lettura, l'impatto di un'interruzione energetica si estende ben oltre il settore telecomunicazioni e investe l'operatività dell'intera economia digitale italiana.Implicazioni per telecomunicazioni e servizi cloud
La richiesta porta al centro del dibattito un tema rimasto finora ai margini, la sicurezza dell'alimentazione elettrica per reti di comunicazione, data center e servizi cloud. Per il settore, la continuità energetica rappresenta una condizione operativa essenziale, soprattutto in una fase di incertezza geopolitica. Un piano nazionale potrebbe quindi incidere sulla gestione del rischio per operatori internet, infrastrutture digitali e clienti industriali. Sul piano economico, un eventuale blocco o rallentamento delle reti avrebbe effetti più ampi dei soli costi sostenuti dalle telco e dai gestori di data center. La posizione di Aiip è che la tenuta delle infrastrutture digitali coincide con quella del sistema produttivo e dei servizi connessi. Per questo l'associazione sollecita un intervento preventivo, invece di una risposta emergenziale a crisi già in corso.In un nostro precedente aggiornamento abbiamo riportato che i ministri delle Finanze e dell’Energia del G7, insieme ai governatori delle banche centrali, erano pronti ad adottare misure coordinate per sostenere la stabilità del mercato energetico e quella macroeconomica, alla luce delle tensioni geopolitiche e dei rischi sulle rotte e sulle forniture. In quel contesto, veniva richiamata anche l’importanza di mantenere flussi commerciali sicuri e di limitare la volatilità dei prezzi, con ricadute dirette su inflazione, industria energivora e stabilità finanziaria.
Ultime notizie su National Grid
- Forex
- Crypto