Commissione Ue sollecita l'uso del Fondo per la transizione giusta contro il caro energia
Con i prezzi dell'energia sotto pressione e margini di bilancio limitati in diversi Paesi membri, Bruxelles spinge ad accelerare l'impiego delle risorse europee già disponibili per sostenere la transizione e attenuare l'impatto sociale della crisi. La Commissione europea segnala anche possibili spazi normativi per misure mirate a favore delle famiglie vulnerabili, mantenendo però la destinazione dei fondi agli investimenti e non alla spesa corrente.
In evidenza
- La Commissione europea sollecita gli Stati membri a usare più rapidamente il Fondo per una transizione giusta per contrastare l'aumento dei costi energetici.
- Al 31 marzo l'Italia ha utilizzato solo 21,8 milioni di euro su 1,2 miliardi stanziati dal Fondo europeo, evidenziando significativi ritardi nell'attuazione.
- Bruxelles indica misure come buoni energia, prezzi regolamentati temporanei e riduzioni delle accise per i nuclei in povertà energetica tra le azioni possibili.
Lettera ai governi e margini del regolamento
Come riportato da Il Sole 24 Ore, la Commissione europea invita i Paesi dell'Unione a utilizzare più rapidamente i fondi Ue, in particolare il Fondo per una transizione giusta, nel quadro delle difficoltà legate allo shock energetico. In una lettera inviata agli Stati membri, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto richiama l'attenzione sulle possibilità offerte dalla normativa europea per sostenere le persone più esposte all'aumento dei costi energetici.Fitto ricorda che il Fondo per una transizione giusta, creato nell'ambito del bilancio 2021-2027, ha il compito di sostenere popolazioni, economie e ambiente nei territori colpiti dalle conseguenze socio-economiche della transizione energetica. Il vicepresidente sottolinea più volte che queste risorse devono finanziare investimenti e non spesa corrente, con l'obiettivo di accompagnare il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050.
Nella lettera viene richiamato anche l'articolo 8 del regolamento istitutivo del fondo, che definisce gli ambiti di impiego delle risorse. Tra questi figurano innovazione digitale, mobilità intelligente ed energie rinnovabili, aree che Bruxelles considera compatibili con un rafforzamento della risposta economica e sociale alla crisi energetica.
Italia in ritardo sulla spesa e possibili aiuti alle famiglie
Il Fondo per una transizione giusta dispone di 17,5 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi assegnati all'Italia. Secondo la Commissione europea, al 31 marzo l'Italia ha speso 21,8 milioni di euro, un dato che evidenzia il ritardo nell'attuazione rispetto alla dotazione disponibile.La Commissione si dice comunque pronta a valutare come sfruttare al meglio le opportunità offerte dal regolamento, tenendo conto anche delle azioni previste negli allegati della comunicazione AccelerateEU. Tra le misure richiamate figurano l'emissione di buoni energia per le famiglie vulnerabili, la possibile applicazione temporanea di prezzi regolamentati riservati ai nuclei più fragili e riduzioni mirate, totali o parziali, delle accise sull'energia elettrica per chi si trova in condizioni di povertà energetica.
L'indicazione di Bruxelles punta quindi a combinare una più rapida attivazione dei fondi con strumenti di protezione sociale compatibili con il quadro europeo. Per i Paesi più esposti al caro energia, e per l'Italia in particolare, il tema diventa la capacità di trasformare le risorse già stanziate in interventi concreti su investimenti e sostegno ai consumatori più vulnerabili.
Le richieste di Confindustria Alto Adige su energia e competitività hanno messo in evidenza il divario dei prezzi per le imprese locali, indicando la necessità di investimenti in reti, accumulo e un mix tecnologicamente neutrale per rafforzare l’indipendenza energetica. Nel nostro approfondimento abbiamo anche richiamato i rischi per la continuità delle forniture e per i costi logistici legati alle criticità sul corridoio del Brennero, con possibili ripercussioni sugli scambi tra Italia ed Europa.
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