Confindustria Alto Adige chiede misure per ridurre i costi energetici e sostenere l’industria locale
L’industria altoatesina sollecita una strategia che assicuri energia a prezzi competitivi, meno burocrazia e la tutela delle aree produttive del territorio. Nel corso dell’assemblea generale a Bolzano, il presidente di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper collega queste priorità anche alla tenuta dell’export, alla mobilità lungo il Brennero e alla futura carenza di manodopera.
In evidenza
- Secondo Confindustria Alto Adige, le aziende locali pagano l’energia fino al 30% in più rispetto alla media europea e il fabbisogno crescerà tra il 50% e l’80% entro il 2040.
- L’export dell’industria altoatesina raggiunge un record di 8 miliardi di euro nell’ultimo anno, nonostante il rallentamento di Germania e Austria e ostacoli sulla mobilità al Brennero.
- Entro dieci anni in Alto Adige mancheranno 30.000 lavoratori, spingendo la richiesta di riforme abitative, sostegno all’occupazione femminile e sportelli per integrazione di personale qualificato dall’estero.
Richieste su energia, reti e aree industriali
Come riportato da Il Sole 24 Ore, Alexander Rieper presenta all’assemblea generale di Confindustria Alto Adige una linea che punta su approvvigionamento sicuro di energia, prezzi più competitivi e una politica industriale capace di favorire la crescita delle imprese locali.Rieper sottolinea che le aziende del territorio pagano l’energia fino al 30% in più rispetto alla media europea e avverte che entro il 2040 il fabbisogno di elettricità aumenta tra il 50% e l’80%. Per questo chiede sistemi di accumulo e stoccaggio, investimenti nelle reti e neutralità tecnologica, includendo anche eolico e idrogeno accanto alle fonti rinnovabili già disponibili in provincia, in particolare acqua e sole.
Nel suo intervento evidenzia inoltre che negli ultimi 45 anni il consumo energetico dell’industria altoatesina diminuisce del 40%, mentre la produzione cresce grazie allo sviluppo tecnologico e agli investimenti. La transizione energetica, osserva, serve sia a proteggere il clima sia a rafforzare l’indipendenza del territorio attraverso un mix basato sulle rinnovabili.
Export, Brennero e carenza di lavoratori
Un altro tema centrale riguarda la mobilità lungo il corridoio del Brennero, alla vigilia del blocco stradale di protesta previsto il 30 maggio sul versante austriaco. Rieper avverte che la libera circolazione di persone e merci resta un pilastro dell’Ue e sostiene che i blocchi ostacolano l’attività economica, mentre la collaborazione tra territori offre una risposta più efficace.Nonostante il rallentamento di Germania e Austria e le tensioni geopolitiche, l’industria altoatesina registra nell’ultimo anno il record di 8 miliardi di euro di esportazioni. Secondo Rieper, a frenare ulteriormente lo sviluppo resta la burocrazia superflua, mentre la zona industriale di Bolzano mantiene un valore strategico e la sua destinazione produttiva va preservata, anche alla luce dei recenti sviluppi sul futuro delle acciaierie Valbruna.
Sul fronte del lavoro, il presidente degli industriali afferma che tra dieci anni in Alto Adige mancano 30mila lavoratori. Per attrarre e trattenere personale qualificato indica come priorità l’attuazione della riforma dell’edilizia abitativa per calmierare i prezzi di terreni e case, un sostegno più forte all’occupazione femminile e l’attivazione di uno sportello unico per l’integrazione dei lavoratori qualificati provenienti dall’estero.
Nel nostro precedente articolo sul blocco al Brennero del 30 maggio abbiamo ricostruito le limitazioni previste per i mezzi pesanti lungo l’A22 e la chiusura del transito sul lato austriaco, con possibili ripercussioni fino al Nord Italia. Abbiamo inoltre evidenziato le preoccupazioni di imprese e autotrasportatori per ritardi, aumento dei costi logistici e rischi sulla continuità delle forniture, in un nodo strategico per gli scambi tra Italia ed Europa.
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