Secondo quanto indicato nelle carte del progetto e nelle informazioni diffuse dai promotori, dalle 18 di oggi si apre la call del Palermo Technology Innovation Center, nuovo polo per l’innovazione promosso da Sispi con Zest Innovation e SkillforEquity. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione siciliana attraverso l’assessorato alle Attività produttive, nell’ambito dell’avviso europeo “Connessioni, Nuovi luoghi per l’innovazione in Sicilia”. Il progetto include anche la riqualificazione dello spazio Tre Navate ai Cantieri culturali alla Zisa, destinato a diventare la sede fisica dell’hub.
In evidenza
- Il Programma di accelerazione 2026 selezionerà 10 startup siciliane per un percorso gratuito di tre mesi focalizzato su business, mentoring e preparazione agli investimenti.
- La call per il programma, lanciata oggi e attiva fino a maggio, prevede una selezione iniziale di 24 progetti prima di scegliere i partecipanti finali.
- In Sicilia sono oltre 600 le startup attive, il 4,5% del totale nazionale, con investimenti diretti da Zest Innovation superiori a un milione di euro e tre milioni raccolti da terzi.
Programma di accelerazione per 10 startup siciliane
Il primo strumento operativo di Patic è il Programma di accelerazione 2026, un percorso di tre mesi rivolto a dieci startup siciliane. Il programma lavora su modello di business, proposta di valore, pitch deck, modello finanziario, mentoring e preparazione al confronto con investitori e partner industriali. L’obiettivo è rafforzare la capacità delle giovani imprese di arrivare al mercato e al fundraising con una struttura più solida.
La selezione parte con l’apertura della call oggi alle 18 e resta attiva fino a maggio. Dalle candidature vengono scelti 24 progetti per un primo confronto diretto, poi 10 startup entrano nel percorso di accelerazione vero e proprio. I criteri indicati comprendono qualità dei progetti, solidità dei team e sostenibilità economica.
SkillforEquity sottolinea che il programma è gratuito, senza costi di ingresso né cessione di quote. L’impostazione punta a favorire risultati operativi, dalla ricerca di clienti al consolidamento delle attività, fino alla creazione di sinergie industriali. A supporto del percorso è prevista anche un’infrastruttura digitale sviluppata con il partner tecnologico Digitrend.
Impatto atteso sull’ecosistema innovativo siciliano
Nelle linee del progetto, Patic si presenta come una piattaforma per rafforzare l’ecosistema locale dell’innovazione e sostenere la crescita di startup ad alto potenziale. L’iniziativa mira anche ad accompagnare la trasformazione digitale del territorio, in una fase in cui il mercato regionale dell’innovazione cerca maggiore continuità e coordinamento. La disponibilità di uno spazio fisico dedicato alla Zisa aggiunge una base operativa stabile per attività, incontri e sviluppo della community.
Secondo Antonella Zullo, ceo di Zest Innovation, in Sicilia sono presenti oltre 600 startup attive, pari a circa il 4,5% del totale nazionale. La manager afferma che l’ecosistema mostra segnali di crescita e strutturazione e ricorda che Zest ha investito oltre un milione di euro in startup siciliane, contribuendo ad attivare altri tre milioni di raccolta. Il riferimento a casi come Keplera e Plurima viene indicato come prova del potenziale di ritorno economico del talento locale se supportato da strumenti adeguati.
Per i promotori, il nuovo hub risponde anche a due criticità del contesto regionale, il calo degli investimenti nelle realtà innovative e l’isolamento in cui molte startup si muovono ancora. In questa prospettiva, Patic punta a costruire un contesto meno frammentato e più competitivo, capace di accompagnare i progetti nella strategia, nell’accesso al mercato e nel confronto con gli investitori. Il progetto si inserisce così nella più ampia politica regionale di creazione di nuovi luoghi per l’innovazione in Sicilia.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato i dati del report «State of Italian VC» di P101, che descrive un mercato del venture capital italiano in crescita nel 2025, con investimenti in aumento e un ecosistema più strutturato. L’analisi evidenziava anche il divario dell’Italia rispetto ai principali Paesi europei per intensità degli investimenti, indicando come sfida chiave l’aumento della rilevanza internazionale del settore.
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