P101 segnala crescita del venture capital in Italia, resta il divario con l’Europa
Secondo la decima edizione del report «State of Italian VC» di P101, il mercato italiano del venture capital continua a espandersi nel 2025 con investimenti in aumento del 17% a 1,4 miliardi di euro, in controtendenza rispetto al calo del 3% rilevato in Europa. Il quadro, riferito ai dati più recenti del settore, indica oltre 10 miliardi di euro investiti nelle startup italiane negli ultimi dieci anni, di cui 7,5 miliardi concentrati negli ultimi cinque. Nel report, P101 lega questa crescita al rafforzamento dell’infrastruttura professionale e finanziaria che sostiene l’innovazione nel Paese.
In evidenza
- Italian innovative enterprises surpass 14,000 in 2025, generating €10 billion and employing 62,000, with startups alone contributing €2.4 billion in production.
- Italy ranks third-last in Europe for per capita venture capital investment at €127 in 2025, despite being the continent's fourth-largest economy.
- In the last five years, venture capital in Europe totals €370 billion, heavily concentrated in the UK (€120 billion), France (€51 billion), and Germany (€50 billion).
Crescita degli investimenti e maturazione dell’ecosistema
Il report descrive un mercato che amplia la propria base operativa insieme alla raccolta di capitali. Andrea Di Camillo, fondatore e managing partner di P101, afferma che rispetto al 2013 oggi in Italia esiste un ecosistema strutturato e riconosciuto, con università, professionisti e capitali in grado di supportare lo sviluppo delle startup. Secondo Di Camillo, anche tra i giovani cresce l’aspirazione a creare nuove imprese, mentre avviare una startup diventa un’opzione sempre più concreta.
La fotografia del settore include oltre 14mila imprese innovative, di cui quasi 12mila startup. Nel 2025 queste realtà generano un valore della produzione pari a 10 miliardi di euro e occupano circa 62mila persone. Circa un terzo degli addetti lavora in startup che, da sole, registrano nello scorso anno un valore della produzione di circa 2,4 miliardi di euro.
Il confronto europeo evidenzia il ritardo italiano
Nonostante il progresso, il mercato italiano del venture capital resta distante dai principali Paesi europei per intensità degli investimenti. L’Italia, pur essendo la quarta economia europea, si colloca al terzultimo posto in Europa per investimenti pro capite nel venture capital, con 127 euro nel 2025. Sul fronte dei volumi complessivi, il Paese è decimo, mentre negli ultimi cinque anni in Europa il settore mobilita circa 370 miliardi di euro.
Una parte rilevante di queste risorse si concentra nel Regno Unito, che raccoglie 120 miliardi di euro, seguito da Francia con 51 miliardi e Germania con 50 miliardi. Il confronto con il mercato europeo, fermo a 60 miliardi nel 2025, e con quello statunitense, che sale del 44% a 285 miliardi, mostra che la prossima sfida per l’ecosistema italiano è acquisire maggiore rilevanza internazionale. Per il settore, la tenuta della crescita interna rappresenta quindi una base solida, ma non ancora sufficiente per colmare il divario dimensionale con i mercati più sviluppati.
In un nostro precedente articolo abbiamo raccontato della cooperazione strutturata tra Regione Lombardia e Generalitat de Catalunya per rafforzare il peso politico-industriale a Bruxelles. L’intesa, con un focus particolare sulla chimica e sulla tutela delle filiere europee, punta a coordinare priorità comuni su innovazione, sostenibilità e competitività nelle future politiche Ue.
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