Sicilia punta su export selettivo ed enoturismo per sostenere il vino

Sicilia punta su export selettivo ed enoturismo per sostenere il vino
Vino siciliano verso il futuro

Il settore vinicolo siciliano affronta i prossimi anni con la necessità di rafforzare la presenza nei mercati esteri e trasformare l'enoturismo in un motore più stabile di ricavi. Il quadro emerge a Palermo durante la presentazione della ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit e dell'edizione 2026 di Sicilia en Primeur, in programma dall'11 al 15 maggio.

In evidenza

  • Italian wine exports are projected to decline by 3.6% in value in 2025, but Sicilia's exports rise slightly to €153.3 million, up over 50% from 2015.
  • Gli Stati Uniti rappresentano il 22% delle esportazioni siciliane e i bianchi Dop crescono dell'8,4% in questo mercato, mentre i rossi Dop calano dell'11%.
  • L'enoturismo siciliano registra una crescita del 17,4% negli arrivi turistici nell'area Etna Doc (2019-2024) contro la media regionale del 12,4%, trainato dalla clientela internazionale.

Scenario export e cambio della domanda

Come riportato dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, nel 2025 l'export mondiale del vino scende ancora e anche quello italiano chiude con un calo del 3,6% a valore. In questo contesto la Sicilia mostra una tenuta migliore di altri territori, con esportazioni pari a 153,3 milioni di euro, in lieve crescita sul 2024 e in aumento di oltre il 50% rispetto al 2015.

Gli U.S. restano il primo mercato di sbocco con il 22% del totale, seguiti da Germania, UK, Paesi Bassi e Canada. A sostenere i risultati sono soprattutto i bianchi Dop siciliani, in aumento del 2,4% a valore e dell'8,4% proprio negli U.S., mentre i rossi Dop registrano una flessione dell'11%.

L'andamento riflette anche l'evoluzione dei consumi, con un peso minore dei rossi e una maggiore attenzione verso bianchi e vini legati all'origine. In Sicilia i bianchi rappresentano oltre il 64% della produzione regionale e la quota di vini Dop e Igp sfiora l'80%, sopra la media nazionale, segnalando un mercato che premia sempre più posizionamento, identità e qualità percepita.

Enoturismo come leva di crescita regionale

L'enoturismo si conferma un asse strategico per le imprese vinicole italiane, con un valore di 3,1 miliardi di euro e una spesa media di 123 euro per l'acquisto di vino in cantina, 41 euro per la degustazione e 145 euro per il pernottamento. In Sicilia il fenomeno ha un profilo più internazionale, con una clientela composta soprattutto da stranieri, in particolare statunitensi, tedeschi e britannici.

Nei comuni dell'Etna legati al disciplinare dell'Etna Doc, tra il 2019 e il 2024 gli arrivi turistici crescono del 17,4%, contro una media regionale del 12,4%. Il dato indica che il legame tra territorio, denominazione e offerta turistica sta diventando un vantaggio competitivo crescente per l'isola.

Tra gli enoturisti statunitensi che nei prossimi due o tre anni vogliono vivere esperienze in Italia, il 26% indica la Toscana e il 16% la Sicilia. L'isola si colloca così come seconda destinazione richiamata in uno dei mercati più importanti per il vino regionale, rafforzando le prospettive di sviluppo per cantine e ospitalità.

Nella nostra precedente analisi sul programma “Imprese vincenti” di Intesa Sanpaolo abbiamo raccontato la selezione di 10 Pmi tra Campania, Calabria e Sicilia nel percorso nazionale 2026. L’iniziativa mette a disposizione strumenti e supporto per rafforzamento dimensionale, innovazione, sostenibilità, transizione digitale ed espansione sui mercati esteri, con attenzione anche a criteri ESG e impatto sul territorio.

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