Milano ed Europa chiudono in calo, il tech pesa sui listini
Le borse europee terminano la seduta in ribasso, con Piazza Affari in flessione insieme agli altri principali mercati del continente. Le vendite colpiscono soprattutto il comparto tecnologico, mentre crescono i timori per l'aumento dei costi dei chip legati agli investimenti in intelligenza artificiale.
In evidenza
- I listini europei chiudono in calo con FTSE MIB a -1,00%, appesantiti dalle prese di profitto sul tech e dai timori sui chip.
- Apple aumenta del 20% i prezzi di iPad e MacBook per l'impennata dei costi memoria legati all’AI, alimentando la narrativa della 'chipflazione'.
- Dati macro misti: aspettative inflazione Eurozona a 3,5%, oro +1,62%, petrolio -3,83% a $69,16, spread BTP-Bund a 73 punti base.
Pressione sul tech e timori sulla domanda di chip
Come riportato da Borsa Italiana, i listini europei chiudono in territorio negativo dopo prese di profitto sul settore tecnologico, in un contesto segnato da un rapido cambio di narrativa di mercato. A pesare è anche l'annuncio di Apple su un aumento del 20% dei prezzi di iPad e MacBook, motivato dall'incapacità di assorbire l'impennata dei costi della memoria collegata agli investimenti in intelligenza artificiale.Gli analisti di TP Icap Midcap indicano questo passaggio come un segnale più ampio della sola dinamica di prezzo su singoli prodotti, parlando dell'emergere di una "chipflazione" importata dall'AI. A indebolire ulteriormente il sentiment contribuisce anche un articolo del New York Times che ipotizza il rinvio dell'IPO di OpenAI al 2027, elemento che alimenta dubbi sulla tenuta delle condizioni di mercato.
Secondo gli strategist di Intesa Sanpaolo, in settimana i temi macro cedono spazio alle vicende societarie come principale driver dei mercati. Anche il calo del Kospi, legato al riemergere di dubbi sulla domanda di semiconduttori, accresce l'attenzione degli investitori verso i risultati di Micron e verso il comparto delle memorie dati, dove restano timori sui prezzi elevati dei chip per hyperscaler e produttori di hardware.
Macro, materie prime e titoli sotto osservazione
Sul fronte macroeconomico, nell'Eurozona le aspettative di inflazione delle famiglie rilevate dalla BCE si attestano a maggio al 3,5% a un anno, in calo dal 4% di aprile, e al 2,9% a tre anni, stabili sul mese precedente. In Italia, a giugno, la fiducia dei consumatori scende a 92,4 punti, mentre quella delle imprese sale a 88,4 punti, segnalando un quadro misto per l'economia.Tra gli altri indicatori di mercato, l'euro guadagna lo 0,24% sul dollaro U.S., l'oro balza dell'1,62% e il petrolio Light Sweet Crude Oil cede il 3,83% a 69,16 dollari al barile. Lo spread BTP-Bund sale a 73 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,58%.
Fra le piazze europee, Francoforte perde l'1,29%, Londra lo 0,21% e Parigi lo 0,55%. A Milano, il FTSE MIB chiude in calo dell'1,00%, il FTSE Italia All-Share arretra dell'1,03%, il FTSE Italia Mid Cap dell'1,51% e il FTSE Italia Star dell'1,61%.
Tra i migliori del listino principale si distinguono Ferrari, DiaSorin, Italgas e Brunello Cucinelli, mentre le vendite più forti colpiscono Saipem, Amplifon, STMicroelectronics e Prysmian. Nel FTSE MidCap avanzano Ferragamo, Juventus, El.En e WIIT, mentre Banca Ifis, D'Amico, Danieli e Technoprobe registrano i ribassi più marcati.
Nel nostro precedente articolo sul sell-off globale dei titoli tecnologici abbiamo raccontato come gli investitori si siano allontanati dalle azioni legate all’IA, penalizzate dall’aumento dei costi infrastrutturali e dei componenti. In quel contesto, il crollo del Kospi e le forti vendite su Apple e SoftBank hanno rafforzato i timori che i prezzi di memorie e semiconduttori possano comprimere i margini del settore, mentre le indiscrezioni su un possibile rinvio dell’IPO di OpenAI al 2027 hanno aggiunto incertezza.
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