Filiera chimica e plastiche, sindacati e Unionchimica chiedono misure urgenti contro rincari e carenze

Filiera chimica e plastiche, sindacati e Unionchimica chiedono misure urgenti contro rincari e carenze
Allarme rincari nel settore

La filiera delle materie plastiche e dei prodotti chimici affronta nuove tensioni su prezzi e approvvigionamenti, mentre il conflitto in Medio Oriente accresce i rischi per produzione e continuità operativa. Le organizzazioni sindacali Filctem, Femca e Uiltec e Unionchimica Confapi sollecitano interventi su materie prime, energia, trasporti e ammortizzatori sociali per contenere l'impatto sull'industria.

In evidenza

  • Sindacati e Unionchimica Confapi chiedono alle istituzioni misure urgenti su prezzi materie prime, energia e trasporti per la filiera chimica.
  • Tra febbraio e marzo 2026 il prezzo dei polimeri in granuli è aumentato tra il 25% e il 70%, annullando i vantaggi economici del riciclo.
  • Il prezzo delle resine è salito tra il 12% e il 35% secondo la tipologia, aggravando le incertezze e i rischi di shortage lungo la filiera.

Pressione su costi e forniture

Come riportato da Il Sole 24 Ore, sindacati e Unionchimica Confapi lanciano un appello congiunto alle istituzioni per salvaguardare la filiera, giudicata a rischio per gli effetti della crisi in Medio Oriente. Tra le richieste indicate figurano il monitoraggio dei prezzi delle materie prime, misure sugli ammortizzatori sociali e interventi sui costi dell'energia e dei trasporti.

Daniela Ramello, presidente di Unionchimica, afferma che gli aumenti eccezionali dei prezzi e le crescenti difficoltà sul fronte degli approvvigionamenti prospettano un serio rischio di shortage, con effetti a catena lungo tutta la filiera. Il quadro, secondo le organizzazioni, non riguarda solo i rincari ma anche l'emergenza delle scorte, elemento che aumenta l'incertezza per le imprese del comparto.

Rialzi tra febbraio e marzo 2026

Tra febbraio e marzo 2026 il prezzo dei polimeri in granuli registra aumenti minimi dal 25% fino al 60/70%, secondo quanto segnalano i rappresentanti delle organizzazioni coinvolte. La dinamica trascina verso l'alto anche i rigranulati e annulla il vantaggio economico del riciclo, comprimendo ulteriormente i margini industriali.

Anche il prezzo delle resine subisce rincari tra il 12% e il 35%, a seconda della natura chimica, con ricadute più ampie sui prodotti derivati. L'allarme delle parti sociali e delle imprese punta così a ottenere una risposta coordinata per proteggere occupazione, produzione e tenuta della filiera.

Nel nostro precedente approfondimento sulla crisi logistica nello Stretto di Hormuz abbiamo evidenziato come il blocco delle rotte cargo e la congestione dei porti alternativi stessero già mettendo sotto pressione la supply chain, con tempi più lunghi e accessi sempre più complessi. Abbiamo anche segnalato il forte aumento dei noli, dei costi di trasporto su strada e del carburante, con ricadute dirette su margini e continuità operativa delle imprese lungo l’intera catena del valore.

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