Italia punta a raddoppiare la capacità dei biocarburanti con nuove riconversioni

Italia punta a raddoppiare la capacità dei biocarburanti con nuove riconversioni
Italia rilancia biocarburanti

L'industria italiana dei biocarburanti mantiene margini di espansione rilevanti mentre la crisi del Golfo continua a evidenziare la vulnerabilità energetica del Paese. Il settore produce oggi circa 1,5 milioni di tonnellate a fronte di una domanda di 2 milioni, ma sconta incertezza normativa europea sul ruolo dei carburanti decarbonizzati dopo il 2035.

In evidenza

  • Italia supera 3 milioni di tonnellate di capacità produttiva di biocarburanti, con la terza bioraffineria Eni a Livorno da 500.000 tonnellate annue completata entro il 2026.
  • Eni punta a oltre 5 milioni di tonnellate di capacità biocarburanti e oltre 2 milioni di Saf entro il 2030, con espansioni in Italia, Malesia e Corea del Sud.
  • Unem stima consumi petroliferi italiani in calo di quasi 10 milioni di tonnellate al 2030, con biocarburanti e carburanti low carbon fino a 6 milioni e oltre 10 milioni al 2040.

Capacità produttiva e investimenti in sviluppo

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Unem indica per l'Italia una capacità produttiva di biocarburanti già installata superiore a 3 milioni di tonnellate, con ulteriore crescita attesa grazie alla terza bioraffineria in costruzione a Livorno e ad altri progetti di riconversione.

Il presidente di Unem, Gianni Murano, afferma che tutti i carburanti restano critici nell'attuale contesto energetico, ma segnala che i biocarburanti offrono il vantaggio di essere decarbonizzati e di ridurre la dipendenza dalle importazioni di prodotti finiti o di petrolio. Murano aggiunge che il comparto può favorire la nascita di filiere europee e nazionali, richiamando anche un recente studio della Commissione europea sulla mobilitazione della capacità industriale per i biocarburanti avanzati.

Tra i principali interventi industriali citati c'è la conversione dell'impianto Eni in Toscana, a Livorno, da 500mila tonnellate annue, con completamento previsto entro il 2026. La capacità complessiva di bioraffinazione del gruppo raggiunge 1,65 milioni di tonnellate annue, con produzione di Hvo a Venezia, Gela e negli U.S., mentre la produzione di Saf a Gela è indicata dal 2025.

Eni prevede inoltre di portare entro il 2030 la propria capacità di produzione di biocarburanti a oltre 5 milioni di tonnellate e quella di Saf a oltre 2 milioni di tonnellate. Tra i progetti in sviluppo figurano Sannazzaro de' Burgondi e Priolo in Italia, oltre a iniziative in Malesia e Corea del Sud.

Vincoli normativi e impatto sul settore energetico

Secondo Murano, il principale freno alla crescita resta il quadro europeo, che da un lato riconosce la necessità dei biocarburanti e dall'altro non li include ancora tra i vettori energetici per i veicoli a zero emissioni nel periodo successivo al 2035. A questo si aggiunge, secondo l'associazione, un eccesso di regolamentazione che limita anche le potenzialità agricole della filiera.

Unem sostiene che un quadro normativo abilitante consentirebbe di raddoppiare la capacità produttiva nazionale e di attivare investimenti mirati nella riconversione parziale o totale delle raffinerie, oltre che nella costruzione di nuovi impianti dedicati. Le stime del Centro Studi di Unem indicano che i consumi di prodotti petroliferi al 2030 si riducono di quasi 10 milioni di tonnellate rispetto ai livelli attuali, mentre biocarburanti e altri carburanti low carbon crescono fino a 6 milioni di tonnellate, per avvicinarsi a 10 milioni al 2040.

Il rallentamento delle installazioni di rinnovabili in Italia è un tema che nella nostra precedente analisi abbiamo collegato ai ritardi autorizzativi e ai vincoli regionali, che tengono bloccati molti progetti nonostante un portafoglio in crescita. Avevamo anche evidenziato come questa incertezza regolatoria possa riflettersi su prezzi dell’energia, bancabilità degli investimenti e stabilità della filiera industriale in vista dei target al 2030.

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