Italia valuta l'impatto dei dazi di Trump sugli scambi con gli U.S.

Italia valuta l'impatto dei dazi di Trump sugli scambi con gli U.S.
Dazi USA, effetto sull’export

Il dibattito sui dazi introdotti dall'amministrazione Trump torna al centro del Festival dell'Economia di Trento, mentre imprese e analisti misurano gli effetti sui flussi commerciali italiani verso gli U.S. La pressione diretta sull'export appare contenuta nel dato aggregato, ma l'andamento cambia se si osservano i singoli comparti, con segnali di frenata in metalli e alimentare.

In evidenza

  • Italia registra una riduzione media del 5% nelle esportazioni verso gli U.S. nei settori metalli e alimentare, esclusi farmaci e vendite una tantum.
  • Il 28% degli scambi con gli U.S. riguarda il settore farmaceutico, sostenendo apparentemente la tenuta dell'export Made in Italy.
  • Le aspettative di crescita erano già deboli prima del 2 aprile 2025, con effetti depressivi aggravati dai dazi ma attenuati dalla mancata ritorsione UE.

Dinamica settoriale e quadro dei dazi

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Luigi Federico Signorini, economista ed ex direttore generale di Banca d'Italia, afferma che il mondo è cambiato e che i dazi rappresentano ormai una nuova normalità, mentre Alessandro Fontana, direttore del centro studi di Confindustria, sottolinea che si tratta di un processo in corso da tempo, avviato già con il primo Trump, che mette in discussione la possibilità per le aziende di produrre ovunque nel mondo.

Il tema è al centro di uno dei primi incontri del Festival dell'Economia di Trento, dedicato proprio agli effetti delle misure tariffarie statunitensi. Nella lettura di Fontana, l'impatto complessivo sull'export made in Italy verso gli U.S. resta apparentemente limitato, ma la composizione del dato modifica il quadro.

Secondo Fontana, il 28% degli scambi con gli U.S. è legato ai farmaci, comparto cresciuto molto. Escludendo però la farmaceutica e alcune vendite una tantum, come le navi, in altri settori rilevanti emerge una riduzione delle vendite, in particolare nei metalli e nell'alimentare, con una frenata media nell'ordine del 5%.

Effetti su crescita e strategia europea

Fontana osserva inoltre che la tenuta del primo trimestre 2025 è sostenuta anche dal sovrastoccaggio preventivo effettuato dalle aziende, elemento che ha contribuito a mantenere in corsa i flussi commerciali prima del pieno dispiegarsi degli effetti delle misure.

Signorini aggiunge che, prendendo come riferimento il Liberation Day, cioè l'annuncio originario dei dazi da parte di Trump verso il resto del mondo, il livello oggi raggiunto è molto inferiore rispetto a quello inizialmente prospettato. A suo giudizio pesa anche la decisione dell'Europa di evitare uno scontro commerciale diretto e di non rispondere con ritorsioni.

Nel complesso, gli effetti depressivi sulla crescita sono presenti, ma Signorini rileva che le previsioni economiche risultavano già indebolite anche prima del 2 aprile 2025. Per il sistema industriale italiano, il quadro suggerisce quindi un impatto più sfumato del previsto sul totale degli scambi, ma con pressioni concrete su specifici segmenti dell'export.

Nel nostro precedente approfondimento sull’export italiano di valvole industriali e per impiantistica abbiamo raccontato come il comparto stia consolidando la presenza sui mercati esteri, con vendite oltre 4 miliardi di euro nel 2025 e il Medio Oriente tra le principali aree di sbocco. Nell’analisi evidenziavamo anche il peso degli investimenti energetici (incluso il nucleare) e le strategie di diversificazione verso nuove destinazioni come Mercosur e Canada, utili per attenuare i rischi legati ai cambiamenti del commercio globale.

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