UniCredit aumenta le adesioni all’Ops su Commerzbank e porta la quota azionaria al 37,68%
Si rafforza il peso di UniCredit in Commerzbank mentre avanza l’offerta pubblica di scambio sul gruppo tedesco, con adesioni salite al 10,91% dal 7,58% della scorsa settimana. Sommando questa quota al 26,77% già detenuto, la banca italiana arriva al 37,68% del capitale in azioni, mentre l’esposizione potenziale complessiva resta al 54,09%.
In evidenza
- UniCredit porta la propria quota diretta combinata con le adesioni all’Ops al 37,68% del capitale di Commerzbank, superando l’obiettivo prefissato del 30%.
- Considerando anche i derivati a regolamento fisico, la partecipazione potenziale di UniCredit in Commerzbank arriva al 40,9%, con dati di adesione aggiornati quotidianamente dal 17 giugno.
- UniCredit ribadisce la piena conformità normativa e la trasparenza nel processo, respingendo le accuse di Commerzbank sulle comunicazioni e confermando il dialogo costante con BaFin.
Andamento dell’offerta e soglie raggiunte
Come riportato dalle comunicazioni obbligatorie sui risultati parziali dell’offerta, la prima fase dell’Ops si chiude il 16 giugno e mostra un incremento delle adesioni che porta UniCredit all’11,38% dei diritti di voto considerando le azioni proprie. Le altre quote restano invariate, sia quelle detenute direttamente sia quelle tramite derivati.La banca di Piazza Gae Aulenti indica che la partecipazione diretta unita alle adesioni all’offerta raggiunge il 37,7% del capitale di Commerzbank e sale al 40,9% includendo anche i derivati con opzione di regolamento fisico. Secondo l’istituto, entrambi i livelli superano la soglia del 30% che UniCredit si era prefissata di conseguire con l’operazione.
UniCredit annuncia inoltre che da domani il numero delle azioni conferite in adesione all’offerta viene comunicato con cadenza giornaliera, mentre il gruppo dichiara di restare concentrato sul processo e sull’informazione agli azionisti di Commerzbank.
Tensione con il management tedesco e vigilanza BaFin
Nel frattempo, UniCredit contesta apertamente le accuse provenienti da Commerzbank e da fonti vicine alla banca tedesca, sostenendo che il management ha il diritto di raccomandare agli azionisti di non aderire, ma non quello di compromettere l’integrità del processo con contestazioni prive di evidenze. La banca italiana afferma che le insinuazioni su comunicazioni obbligatorie fuorvianti o artificialmente gonfiate sono prive di fondamento fattuale e giuridico.L’istituto aggiunge di operare nel rispetto di tutte le disposizioni di legge e in un dialogo continuo e pienamente trasparente con BaFin. UniCredit precisa inoltre che tutti i contratti derivati sono stati comunicati tempestivamente all’autorità di vigilanza e sottolinea che eventuali rilievi, compresi quelli relativi alla nozione di acting in concert o ad altre regole di attribuzione, avrebbero comportato modifiche alle comunicazioni rilevanti, cosa che non si verifica.
Per il settore bancario europeo, il confronto segnala che la partita su Commerzbank resta centrata non solo sulla raccolta delle adesioni, ma anche sulla gestione regolamentare e reputazionale dell’operazione tra Italia e Germania.
Nella nostra precedente analisi sull’offerta pubblica volontaria di scambio di UniCredit su Commerzbank abbiamo evidenziato come l’operazione abbia alimentato l’attività di trading e portato UniCredit oltre il 34% del capitale, attivando al contempo un’attenzione regolamentare da parte di BaFin. Abbiamo anche segnalato un quadro tecnico di breve periodo più incerto, con un possibile consolidamento dei prezzi, mentre il mercato restava sensibile agli aggiornamenti sull’iter e sui rischi procedurali legati all’operazione.
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