Milano guida i ribassi europei, tech e difesa pesano sul Ftse Mib
Le Borse europee chiudono l'ultima seduta della settimana in territorio negativo, mentre aumenta la volatilità sul comparto tecnologico per il rialzo dei costi dei chip di memoria e per i dubbi sul finanziamento dell'espansione dell'intelligenza artificiale. Piazza Affari limita il calo giornaliero all'1%, ma registra la peggiore performance settimanale tra i principali listini del continente con una flessione del 3%.
In evidenza
- Il Ftse Mib scende in area 51mila punti, guidando i ribassi europei e segnando la peggiore performance settimanale tra i principali listini.
- Il comparto materie prime cede il 4,8% e l'energia il 4,7% a causa del crollo del petrolio; Brent in calo del 10,7% nell'ultima settimana.
- Il settore tecnologico europeo perde il 4%, con StMicroelectronics tra i peggiori a Piazza Affari in calo dell'8% dopo prese di profitto.
Vendite su tecnologia, energia e difesa
Come riporta Il Sole 24 Ore Radiocor, il peggioramento del sentiment sui mercati europei si lega alle forti oscillazioni dei titoli tecnologici e alla discesa delle materie prime energetiche, in un contesto segnato anche dalle indiscrezioni sul possibile rinvio della quotazione di OpenAI al prossimo anno.A Milano l'indice scivola in area 51mila punti, mentre Parigi cede lo 0,55% e Francoforte l'1,25%. Su base settimanale, il Ftse Mib mostra la maglia nera tra i principali listini europei, davanti al Dax di Francoforte, in calo dell'1,2%, e al Cac di Parigi, in ribasso dello 0,4%; in controtendenza Madrid sale dello 0,4% e Londra avanza dell'1,4%.
Le vendite colpiscono soprattutto materie prime, con lo Stoxx 600 di settore in calo del 4,8%, ed energia, in ribasso del 4,7%, dopo il crollo del petrolio. Con la ripresa del traffico nello stretto di Hormuz, nell'ultima settimana il Brent arretra del 10,7%, mentre il gas scambiato ad Amsterdam perde il 3,2%. Anche la tecnologia accusa prese di profitto, con un ribasso del 4% a livello settoriale e con St tra i titoli più penalizzati a Piazza Affari, in calo dell'8%.
Nella nostra precedente analisi sul saldo commerciale dell’Italia con i paesi extra Ue abbiamo evidenziato che a maggio l’avanzo si è ridotto, perché le importazioni sono cresciute più delle esportazioni. Il peggioramento del deficit energetico ha pesato sul risultato complessivo, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici è rimasto più solido, confermando quanto la bolletta energetica influenzi gli equilibri esteri del Paese.
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