Ucimu prevede una timida ripresa per le macchine utensili, domanda interna in crescita nel 2026

Ucimu prevede una timida ripresa per le macchine utensili, domanda interna in crescita nel 2026
Ripresa macchine utensili 2026

Dopo un 2025 debole per i costruttori italiani, l'industria delle macchine utensili, dei robot e dell'automazione torna in territorio positivo nelle previsioni per il 2026. La ripresa resta moderata ma si concentra soprattutto sul mercato interno, sostenuto dall'operatività dell'iperammortamento e da una domanda domestica in miglioramento.

In evidenza

  • Ucimu prevede per il 2026 una produzione di macchine utensili a 6,6 miliardi di euro, in aumento del 3,9% sul 2025.
  • La domanda interna italiana salirà dell'8,5% a 2,8 miliardi di euro, mentre le esportazioni si manterranno stabili a 3,8 miliardi con +0,7%.
  • Ucimu identifica Mercosur, India, Indonesia e Australia come mercati esteri chiave, con potenzialità di export aggiuntivo tra 20 e 30%.

Previsioni 2026 e sostegno del mercato interno

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i costruttori riuniti a Milano nell'assemblea di Ucimu indicano per il 2026 una produzione di 6,6 miliardi di euro, in aumento del 3,9%, con consegne sul mercato interno attese in crescita dell'8,5% a 2,8 miliardi.

La domanda italiana dovrebbe raggiungere 4,9 miliardi di euro, pari a un aumento del 7,4%, mentre le importazioni sono viste a 2 miliardi, in rialzo del 5,9% rispetto all'anno precedente. Le esportazioni, invece, si mantengono sostanzialmente sui livelli del 2025 a 3,8 miliardi di euro, con un incremento limitato dello 0,7%.

Secondo il presidente di Ucimu, Riccardo Rosa, il 2025 è stato un anno deludente per i costruttori italiani, penalizzati soprattutto dal forte calo delle vendite all'estero. Anche il mercato interno, pur in ripresa, risulta poco soddisfacente per effetto della confusione attorno a Transizione 5.0, mentre il primo mese di piena operatività della piattaforma Gse per l'iperammortamento mostra già un cambio di passo negli ordini.

Pressioni esterne e richieste di politica industriale

Ucimu segnala che il settore ha bisogno di risorse stabili più che di incentivi occasionali, perché rappresenta un comparto chiave della manifattura italiana e sostiene la produzione di gran parte degli altri settori industriali.

La vicepresidente per l'export e l'attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, sottolinea che il contesto internazionale richiede alle imprese una capacità di adattamento sempre maggiore. A suo avviso servono un sistema commerciale aperto, regole certe e accordi di libero scambio capaci di ampliare gli spazi per le aziende italiane.

Tra i mercati indicati con maggiore potenziale figurano Mercosur, India, Indonesia e Australia, che secondo Cimmino possono offrire per il comparto delle macchine utensili un export aggiuntivo compreso tra il 20 e il 30%.

Le acquisizioni underwater di Fincantieri e la conferma della guidance sulla leva finanziaria sono state al centro di un nostro precedente approfondimento, in cui il gruppo ribadiva il percorso di deleveraging nonostante l’espansione per linee esterne. Nell’analisi evidenziavamo l’obiettivo di rapporto debito netto/Ebitda a 2x nel 2026 e a 1x entro il 2030, insieme ai primi riscontri positivi attesi con il consolidamento delle operazioni. Questo quadro aiuta a leggere come le aziende italiane stiano impostando il 2026 bilanciando crescita e disciplina finanziaria.

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