Spread BTp-Bund torna a 80 punti, rendimenti dell’Eurozona in rialzo
Le nuove tensioni in Medio Oriente spingono al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona fin dall’avvio delle contrattazioni. Il movimento riporta il differenziale tra BTp e Bund sui massimi da due mesi, mentre petrolio e gas accelerano sui mercati energetici.
In evidenza
- L'aumento delle tensioni in Medio Oriente e dei prezzi dell'energia spinge i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona in rialzo, con il BTp decennale al 3,83% dal 3,76%.
- Il Bund tedesco decennale supera nuovamente il 3% per la prima volta da metà giugno, riflettendo una pressione crescente sui debiti sovrani europei.
- Lo spread BTp-Bund decennale si amplia a 80 punti base, massimo dai primi di maggio, segnalando un peggioramento del premio di rischio sull’Italia.
Pressione sui titoli di Stato europei
Come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor, i mercati obbligazionari dell’Eurozona si muovono subito al rialzo dopo il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e la fiammata dei prezzi di petrolio e gas.Il rendimento del BTp decennale di riferimento, con scadenza 1 luglio 2036, sale al 3,83% dal 3,76% della chiusura precedente. Anche il Bund tedesco torna sopra la soglia del 3% per la prima volta da metà giugno, segnalando un aumento diffuso della pressione sui debiti sovrani dell’area euro.
Spread ai massimi da inizio maggio
Il differenziale tra BTp e Bund decennali si allarga a 80 punti base dai 78 punti del closing precedente. Il livello di 80 punti non veniva raggiunto dalle prime sedute di maggio.L’ampliamento dello spread indica un peggioramento relativo del premio richiesto dal mercato sul debito italiano rispetto a quello tedesco, in un contesto in cui il comparto obbligazionario europeo risente dell’aumento dell’avversione al rischio e delle spinte inflazionistiche legate all’energia.
Nel nostro precedente articolo sugli attacchi USA contro l’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz abbiamo spiegato come l’escalation abbia spinto bruscamente al rialzo i prezzi di Brent e WTI, riaccendendo i timori per la sicurezza delle rotte energetiche. Abbiamo inoltre evidenziato che, tra rischi di nuove sanzioni e possibili interruzioni nei flussi, l’aumento del greggio può alimentare aspettative d’inflazione e riflettersi sui rendimenti obbligazionari.
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