Reveille Resources si quota a Londra per finanziare il progetto uranio in Lombardia
La riapertura potenziale di storici giacimenti di uranio in Lombardia entra in una nuova fase con l'arrivo in Borsa di Reveille Resources dal 7 luglio. La società, costituita nel Regno Unito e focalizzata su Novazza e Val Vedello, raccoglie capitali mentre avanza l'iter ambientale per i due progetti minerari.
In evidenza
- Reveille Resources si quota a Londra per finanziare lo sviluppo dei giacimenti di uranio a Novazza e Val Vedello in Lombardia.
- Le richieste di valutazione di impatto ambientale per Novazza e Val Vedello verranno presentate il 16 aprile e la settimana successiva, con attese di sei-nove mesi per le autorizzazioni.
- Il budget per verifiche ambientali e progettazione arriva fino a 1,5 milioni di euro, con investimenti successivi rinviati alle future fasi progettuali.
Iter ambientale e impatto per il settore minerario
Secondo Il Sole 24 Ore, a Novazza lo sviluppo sotterraneo raggiunge quattro livelli, con oltre 100 perforazioni diamantate e più di 6 chilometri di gallerie, mentre in Val Vedello si contano 11mila metri di sviluppo sotterraneo e 60mila metri di perforazioni. Questi elementi rafforzano il valore industriale di asset storici che Reveille intende rivalutare all'interno della propria strategia europea.Il 16 aprile viene presentata la richiesta di valutazione di impatto ambientale per il giacimento di Novazza, mentre per Val Vedello la stessa istanza viene prevista per la settimana successiva, dopo una proroga ottenuta fino al 15 luglio. La società stima tempi di attesa compresi tra sei e nove mesi per l'iter autorizzativo.
Per le attività di verifica ambientale e progettazione, il budget arriva fino a 1,5 milioni di euro, mentre le decisioni sugli investimenti successivi vengono rinviate alle prossime fasi del progetto. L'operazione segnala come il comparto minerario legato alle materie prime per l'energia stia cercando capitali di mercato per sostenere iniziative ad alta intensità di investimento anche in Italia.
Nel nostro precedente approfondimento sullo stallo delle autorizzazioni per le rinnovabili in Italia abbiamo evidenziato che una quota molto ampia dei progetti presentati dal 2020 resta bloccata nei procedimenti, con criticità particolarmente marcate per l’eolico e per la fase di valutazione di impatto ambientale. Abbiamo inoltre ricordato che, nonostante l’aumento delle installazioni negli ultimi anni, il Paese è ancora distante dagli obiettivi 2030, anche a causa di tempi autorizzativi spesso superiori ai 12 mesi e di pareri contrari che rallentano l’iter.
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